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Portuense, aria di vertice e progetto giovani

Alessandro Bassi
Portuense, aria di vertice e progetto giovani

I rossoneri rimangono nelle zone alte mentre Baiesi dà spazio ai talenti del vivaio: «Ma con cautela, senza bruciarli»

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PORTOMAGGIORE. La Portuense, nell’ultima uscita prima della pausa, ha battuto - con due reti dei giovani Pierfederici e Mazzoni - un ostico Trebbo. L’obiettivo è quello di sempre: mantenere una posizione al vertice della classifica e poi vedere chi arriverà davanti a tutti. «Sapevamo - spiega mister Baiesi – che con il Trebbo l’importante era vincere. E ci abbiamo messo il massimo dell’impegno per riuscirci. Purtroppo davanti hanno vinto tutte, ma proprio tutte. E quindi, nonostante la buona prova, non abbiamo guadagnato nulla sulle dirette avversarie».

Se la classifica sorride a metà, ci sono molte cose di cui essere soddisfatti, comunque. «È vero. Ma il discorso è poi sempre quello: noi vogliamo crescere come società, e crescere significa anche cercare di vincere nelle competizioni a cui partecipi, poi anche portare a fare esperienza i giovani in prima squadra». Ed ha segnato il centravanti della juniores, Pierfederici. Che pare un predestinato... «Pierfederici sta giocando benissimo con la Juniores, segna moltissimo e la squadra regionale sta andando benissimo. La rete di Pierfederici a Trebbo è stata la prima in campionato. Per il futuro, vedremo. Il ragazzo è molto interessante, ma non va bruciato è non gli va chiesto troppo. Col Trebbo ha giocato, ma non c’era la Juniores. Non si deve chiedere troppo».

E ha segnato ancora Mazzoni, è la sesta rete del campionato, e per un giovane, che oltre tutto è un centrocampista, è un bel risultato. «Lui ha giocato praticamente sempre - dice Baiesi -, ed ha notevoli capacità di realizzazione: sa sempre trovare il varco giusto. Mala sua importanza non è solo segnare, anche se è molto utile che ci riesca. Abbiamo diversi ragazzi molto interessanti, che aspettiamo e che inseriremo con la giusta cautela. Andiamo avanti così, puntiamo sempre al massimo e vediamo di fare crescere il gruppo».

Alessandro Bassi

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