Marongiu, un dieci di estro e concretezza «Dare tutto per salvare la Copparese»
Movimento, assist e qualche gol per far uscire i rossoblù da un momento complicato e confermare l’Eccellenza
COPPARO. Fino a qualche partita fa era facilmente riconoscibile dalla chioma accuratamente platinata. Ora è un po’ più anonimo, anche se sulle spalle porta il numero 10, quello degli estrosi; persino, perché no, dei geni. Stiamo parlando di Alessandro Marongiu. Attaccante cresciuto nella Spal, esperienze alla Portuense, al Sant’Agostino, al Corticella e, ora e anche in passato, alla Copparese. Un piede destro capace, contemporaneamente, di violenza e di poesia (un fratello minore, Filippo: «Uno che era grande anche da piccolo» lo elogia Ale). Due figli: Riccardo, otto anni è già alla Spal. La piccola Matilde, probabilmente, ha altri programmi (ma aspettiamo...) . In passato Marongiu era un classico “puntero” di qualità, che magari stava isolato a lungo, salvo decidere la gara con un’invenzione o una conclusione improvvisa. In questa stagione, difficile per la sua Copparese, ha compiuto un notevolissimo salto di qualità, fornendo tutta una serie di prestazioni di altissimo livello. Praticamente in tutti i ruoli dell’attacco.
«E andando avanti, credo, cambierò ancora ruolo. Stiamo cercando tutta una serie di soluzioni per cercare di crescere. Io sono a disposizione». Da quanto ci è stato possibile vedere, in questa stagione, nonostante tutto, il suo rendimento è stato altissimo; non tanti gol, ma movimento, capacità di far salire la squadra, molti assist non sempre sfruttati. Molti portieri avversari chiamati a paratone. Magari qualche gol in più avrebbe fatto comodo, ma ci sono le annate così: «Credo che, se parliamo di rendimento assoluto, questo sia il migliore anno, almeno qui a Copparo. Qui e Corticella sono i due posti dove mi sono trovato meglio. Ma questa, comunque, è un’annata particolare. Mi spiego: l’Eccellenza non è un campionato facile. Non ti puoi permettere la minima flessione. Per noi, in questa stagione, era ed è necessario giocare tutte le partite, e per tutta la partita, al 110%. E poi dobbiamo sperare che gli altri non arrivino all’80%. Noi, anche nelle migliori condizioni, dobbiamo strappare con i denti il punticino. E sappiamo bene che non basta essere capaci di dare il massimo. Se a questo aggiungiamo che siamo stati falcidiati dagli infortuni, si riesce a capire come mai il nostro anno sia difficile. Detto questo, dobbiamo essere consapevoli delle nostre difficoltà e lo siamo. E andare avanti cercando di dare sempre più del massimo. E poi alla fine vedere a che punto si arriva».
«I playout come primo obiettivo - aggiunge Marongiu -. Consapevoli che ci sono avversarie che potrebbero essere difficili da coinvolgere. Bisogna crederci. Nella Copparese ci sono tanti ragazzi di valore, a cui manca pochissimo per fare il salto di qualità. A me fa piacere se fate notare come il mio campionato sia molto buono. Ma quello che importa è che la squadra possa essere sempre nelle condizioni di dare il massimo, consapevoli che basterà un’assenza per complicare le cose. Una qualsiasi. Possiamo provare a salvarci. Una stagione strana può capitare. I conti, però, facciamoli alla fine».
Alessandro Bassi
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