«In campo con la vaccinazione obbligatoria»
Pagliuca e Damiani tra i più decisi, Ferri in linea con le parole di Mattarella, perplessità per Moriero, Colonnese e Onofri
Luca Tronchetti
Stop al campionato almeno sino a quando non scenderà la curva dei contagi e vaccinazione obbligatoria per i calciatori professionisti. Tra i campioni del passato, oggi opinionisti, procuratori o allenatori, c’è chi invoca l’obbligatorietà della vaccinazione come unica soluzione mentre altri si auspicano che alla fine prevalga il buonsenso e si affidi alla medicina ufficiale anche chi, sinora, non si è vaccinato. Alcuni sono perplessi sull’obbligatorietà dell’immunoprofilassi.
Tra i fautori della vaccinazione obbligatoria troviamo Gianluca Pagliuca, ex portiere di Sampdoria e Inter con 39 presenze in maglia azzurra: «Sono favorevole a quanto imposto dal Governo: a partire dal 10 gennaio tutti gli sportivi professionisti che praticano attività agonistica avranno l’obbligo di vaccinazione. In questo modo non sarà necessario sospendere i campionati e la salute degli atleti sarà tutelata». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Oscar Damiani, ex attaccante, procuratore e opinionista sportivo: «Senza un Green Pass rinforzato non si può scendere in campo. La vaccinazione forzata è l’unico modo per evitare lo stop ai campionati. Sono d’accordo a fermare il calcio per qualche settimana per fare in modo che tutti gli atleti possano sottoporsi alla profilassi». Anche per Francesco Toldo, ex portiere di Fiorentina, Inter e vice campione europeo con la nazionale «serve uno stop provvisorio per consentire la vaccinazione di tutti i club». Secondo gli ex centrocampisti Gianfranco Bedin, attuale consulente tecnico della Beneamata, e Adelio Moro, già osservatore nerazzurro, il campionato deve proseguire: «Il calcio ha già sofferto per la pandemia. Basta introdurre l’obbligo vaccinale e si può scendere in campo senza rischi». Bortolo Mutti ex allenatore in A e B e opinionista Rai: «Penso sia ragionevole temporeggiare sino a quando la situazione non torni sotto controllo. Per convinzione personale sono favorevole alla vaccinazione obbligatoria e non solo nel calcio». Gianni De Biasi, attuale allenatore della nazionale dell’Azerbaigian e opinionista Rai: «Sospensione temporanea e vaccinazione obbligatoria per tutti i calciatori, allenatori, massaggiatori e dirigenti a contatto con la squadra devono andare di pari passo. In questo modo si garantisce la regolarità dei campionati». Riccardo Ferri, icona dell’Inter e della nazionale, è in linea con le parole del presidente Mattarella: «Il vaccino è l’unica soluzione per combattere il virus e tutti, cittadini e sportivi, devono vaccinarsi. Non servirebbe fermare il campionato se tutti fossero in possesso del Green pass». Fabio Galante e Mauro Milanese, il primo collaboratore dell’Inter e il secondo dg della Triestina, si affidano alla medicina: «La salute è al primo posto e dobbiamo affidarci ai medici e agli epidemiologi». Qualche perplessità sull’obbligatorietà del vaccino per Francesco Moriero, ex ala di Roma e Inter e attuale allenatore delle Maldive, Francesco «Ciccio» Colonnese e Claudio Onofri capitano e bandiera del Genoa anni Ottanta. Moriero: «Sono favorevole allo stop temporaneo, ma le cose obbligatorie non mi sono mai piaciute anche perché vaccinarsi non significa non contrarre il virus». Onofri spiega: «Sono nato da genitori che avevano dovuto sopportare le dolorose conseguenze del fascismo e tutto ciò che viene sancito come obbligatorio mi fa accapponare la pelle. Tuttavia credo che qualsiasi decisione presa a favore della collettività, anche se contro le personali convinzioni, debba essere accettata specie se appurata da esperti come soluzione che eviti altri lutti».
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