Mister Venturato indica caratteristiche e non nomi di peso
Cosa è già cambiato e cosa cambierà con l’approdo del nuovo allenatore
l’approccio
Uno indicava nomi. L’altro mette sul tavolo le caratteristiche.
Da una riunione all’altra. Da un allenatore all’altro. La Spal è entrata in rotta di collisione con mister Clotet (anche) per questioni di mercato. Nel senso che il tecnico catalano voleva rinforzi di peso e sottolineava, ad esempio, l’identità di questo o quell’attaccante. Totalmente irraggiungibili per la Spal. Diversità di vedute, anche sulle priorità delle trattative. Irrigidimento. Rottura. Divorzio.
Ed è arrivato Venturato. Prima mossa: chiedere perché questo o quello (chi? Crociata, Mora, lo stesso Thiam...) non ha o ha perso spazio. Secondo passo: mettere in chiaro di voler vedere personalmente tutti quanti, all’opera in allenamento, e poi prendere le decisioni conseguenti. Terza determinazione: in base ai propri convincimenti, alla propria idea di calcio, all’intenzione di esprimersi con un 4-3-1-2 di fondo, dare indicazioni sulle caratteristiche degli uomini da inserire in sede di mercato. Caratteristiche, appunto. E non nomi, tantomeno altisonanti. La direttrice è questa. Poi, ovvio, è evidente che il Proia della situazione, o il Finotto stesso, gli sarebbero graditissimi, già che li conosce molto bene. E non sono “stelle”. A livello di guida tecnica è quindi cambiato l’approccio. La filosofia, la visione, il confronto con la direzione. Mister Venturato è convinto che l’attuale organico spallino sia di buon valore complessivo, che necessiti certo di qualche correttivo in senso migliorativo. Peda gli piace molto, vuole capire “dal vivo” se può esprimersi al top come centrale (ed in tal caso Heidenreich tornerà all’Atalanta, dopo Coccolo alla Juventus che martedì lo girerà all’Alessandria) o se può essere l’alternativa ideale come terzino destro, rendendo quindi inutile un inserimento di mercato anche in quella posizione. Seck dal canto suo ha già incassato il gradimento del nuovo allenatore, che apprezza il senegalese e lo vede come seconda punta, mentre Clotet lo contemplava “attaccante” esterno.
Altro cambio concettuale: Clotet non amava operare tanti cambi, né in partita in corso né da una gara all’altra. Venturato pare invece propenso ad effettuare anche tutte le cinque sostituzioni consentite dal regolamento. E se c’è da fare turn over da un match all’altro non si priva di tale opportunità. Considerando il tour de force che attende la Spal a febbraio (ben sei partite), una rosa congrua e l’idea di una certa alternanza laddove ritenuta necessaria, non guasteranno.
P.N.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google