La Nuova Ferrara

Sport

L’ultimo sorso Strega, ma c’è ancora molto da fare

2 MINUTI DI LETTURA





Il primo sorso affascina, il secondo... Strega. Recitava così una famosa pubblicità del vecchio Carosello. Reclamizzava il celebre ed antico liquore, prodotto dal 1860, tipico di Benevento.

Ecco, allora si può dire che ieri la Spal abbia stregato i campani con l’ultimo sorso della partita. Un bicchierino indigesto, ma ben servito, opportuno per ricacciare in gola ai giallorossi la loro presupponenza, la leggerezza con cui in certi frangenti non hanno segnato la rete che avrebbe chiuso il match. Una sorta di Daje de tacco daje de punta esemplificato dall’egoismo di Moncini e dalla bella pensata di mister Caserta che ha semplicemente tolto dal campo l’indiavolato Insigne, migliore per distacco. Ed a forza di sbagliare si viene puniti. Il calcio non perdona. Tutto ciò nulla toglie ai meriti della Spal. Che bene o male è sempre rimasta aggrappata alla partita, che nel computo totale ha a sua volta avuto diverse occasioni da gol, che ha evidenziato orgoglio, non si è mai arresa ed ha attinto ad ogni residua risorsa fisica. Sfiorando anche un clamoroso successo 2-1 quando Glik ha fatto gridare all’autorete sul sinistro di Melchiorri.

Il risultato va accolto con favore. Per mister Venturato si tratta di un buon punto di partenza. Ma sia chiaro: c’è ancora moltissimo da fare. Come logico, in un certo senso. La Spal ieri ha commesso innumerevoli errori tecnici, ha sofferto a lungo la palese superiorità del Benevento (squadra da promozione e reduce da cinque vittorie di fila), ha pagato una condizione precaria dettata dall’inattività da Covid (ed i campani, oltretutto, avevano già il ritmo, avendo giocato giovedì col Monza), è spesso parsa lenta, pesante e lunga. Mancosu, troppo all’altezza delle proprie punte, non ha fatto da enganche col centrocampo ove le mezzeali non sono state di supporto a Viviani, e la difesa è andata in crisi sui movimenti a rientrare di Insigne e Tello che liberavano la corsia e/o lo spazio ai terzini o ad Acampora.

Ben venga il resto del mercato ed il lavoro del mister. Intanto, è un punto d’oro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google