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Top Secret, ruggine e due assenze sono fatali a Verona

Mauro Cavina
Top Secret, ruggine e due assenze sono fatali a Verona

I biancazzurri lottano e cedono solo alla fine contro una big Pesano l’inattività e l’indisponibilità di Mayfield e Vencato

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VERONA. Chi si aspettava una partita a senso unico s’è dovuto ricredere. Perché nonostante fosse la prima partita dopo un lungo stop, giocata senza due giocatori importanti come Mayfield e Vencato, con pochissimi allenamenti nelle gambe, la Top Secret si è arresa alla Tezenis solo nel finale di una gara combattuta e intensa. I due punti in palio pesavano molto, visto che c’era in gioco la qualificazione a una Final Eight di Coppa Italia che Ferrara, nonostante la sconfitta, può ancora raggiungere con risultati favorevoli. Tutto è legato alle due partite che Cento deve recuperare. Certamente l’ultimo atto del girone di andata ha confermato che, nonostante tutto, Ferrara resta una squadra capace di giocarsela con qualsiasi avversario.

A parte i primi quattro minuti, dove Ferrara ha mostrato di avere molta ruggine nelle gambe, ieri l’atteggiamento della Top Secret è stato virtuoso: capacità di mordere la partita, difendere con attenzione e costruire gioco. E s’è visto, perché dopo un “-8” che non le rendeva onore, una volta trovato il passo giusto il Kleb ha messo a segno un parziale di 10-0 che ha rimesso i conti in parità. Triple di Pacher e Fabi, due incursioni di Zampini (al rientro dopo l’infortunio alla spalla in estate in Supercoppa) ed ecco il primo riposo. Al rientro in campo Ferrara riesce a dare palla sotto le plance e dalle mani di Vildera arriva il 5-0 per il 21-26 al 13’. Verona non è propria fluida in attacco, anche perché la difesa di Ferrara è aggressiva al punto giusto. Passano i minuti e la Top Secret tiene in mano la partita: segnano Petrovic e Zampini, mentre nel pitturato Fantoni è attento e non sbaglia. Dopo il riposo lungo Ferrara non cambia atteggiamento e tiene il vantaggio con una paio di canestri da fuori. Verona aumenta la pressione e la fisicità del gioco, ma il Kleb riesce ancora a tenere in mano il pallino del gioco. Al 26’ è avanti di tre lunghezze (45-48) equilibrando il gioco interno ai tiri da fuori. La Tezenis va ancora a corrente alternata e fatica a trovare fluidità di gioco e si affida si suoi due americani. L’intensità di alza, Ferrara si innervosisce e paga dazio, andando sotto al 30’, prima che un canestro di Panni sulla sirena rimetta il punteggio in parità a quota 59. All’inizio dell’ultimo quarto Verona pigia sull’acceleratore e sia Anderson che Johnson alzano il livello del gioco. Il tap in di quest’ultimo fissa il 69-62 al 34’. Ferrara si distrae a rimbalzo e fatica a trovare continuità in attacco, perdendo qualche pallone di troppo. A tenere viva la Top Secret ci pensano Pacher e Zampini, ma limitare Verona è fatica e i cinque punti di vantaggio restano un margini difficile da colmare.

Mauro Cavina

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