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Il metodo Venturato funziona: la squadra è già più aggressiva

Paolo Negri
Il metodo Venturato funziona: la squadra è già più aggressiva

Cantiere ancora molto vasto e mercato indispensabile Ma in poco tempo il mister ha saputo dare un’impronta

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ferrara. La mano si vede. Di già. Ed è questo il merito più grande - per il momento - da ascrivere a Roberto Venturato. In (relativamente) poco tempo, subentrando in una situazione non semplice (per contagi e inattività da Covid della squadra, e posizione in classifica) e dovendo affrontare due partite ad alto coefficiente di difficoltà contro terza (Benevento) e prima (Pisa), il nuovo allenatore biancazzurro ha saputo far passare immediatamente il proprio messaggio. Con semplicità e chiarezza. Pregi non da poco.

Intanto, se è vero che la Spal non è tornata alla vittoria interna che manca addirittura dal 21 settembre (3-2 al Vicenza), è altrettanto innegabile che con Venturato in panca la squadra ha stoppato l’emorragia di sconfitte casalinghe consecutive (ben quattro: Perugia, Alessandria, Lecce e Brescia) e che sabato contro il Pisa è tornata a non subire gol dopo cinque gare in cui ne aveva incassati 11. Di più: col Benevento la Spal ha pagato un evidente ritardo di condizione (conseguenza appunto del post Covid), ha arrancato per un tempo, ha rischiato il ko ma ha saputo restare avvinghiata al match, lo ha impattato nel finale ed in extremis avrebbe anche potuto vincere se Melchiorri anziché andare al tiro (deviato, fuori di poco) non avesse rimesso in mezzo per l’accorrente e libero Mancosu che l’avrebbe schiaffata dentro. Troppa grazia, ok. Ma segnale di vita.

Poi, col Pisa, si è vista tutta un’altra Spal. In evidente crescita sotto ogni profilo e capace di mettere in seria difficoltà la capolista, salvata da una traversa, da un palo e da almeno altre due circostanze in cui se l’è vista assai brutta. Il successo spallino ci sarebbe stato senza discussioni. Passo avanti molto chiaro, di mentalità, di espressione, di sviluppo e tipo di gioco.

Per capire il processo di evoluzione intrapreso dalla Spal, bisogna capire Venturato. Che trasmette senza alchimie da stregone. Intanto, il modulo: 4-3-1-2. Quello è il sistema, in quello vengono collocati i singoli (secondo caratteristiche), su quello vengono pianificate le operazioni di mercato, a quello ci si attiene.

E ancora. Nella scorsa stagione, dopo Cittadella-Spal del girone d’andata (2-0, gol di... Proia e Gargiulo: le due mezzeali), annotammo che «la sensazione è che la battaglia in terra veneta sia stata persa nel cuore del conflitto. Cioè a centrocampo. La Spal ha pagato una certa mancanza di ritmo, di passo, di aggressività lì nel mezzo... se non trova i modi per eludere il pressing, allora va in difficoltà... I dati dicono che il Cittadella ha commesso 22 falli, a fronte dei 10 della Spal... le urla che riecheggiavano erano quelle del mister granata Venturato («Concentrazione...») e del portiere locale Maniero che invitava costantemente i suoi ad andare su Valoti e/o Castro. Spesso affrontati fallosamente nella metà campo spallina, ove l’azione biancazzurra veniva interrotta sul nascere... la Spal si è trovata castrata nella propria abituale espressione di manovra ed ha esposto la difesa ad investite soprattutto sul lato di centro-destra, patendo al contempo gli inserimenti di Proia».

Ecco, Venturato ha iniziato ad implementare il modello Cittadella (in senso nobile), inoculandolo ad una Spal che - prima - era andata progressivamente smarrendosi, perdendo le certezze e l’identità d’inizio stagione, sballottata tra cambi di modulo, cambi di ruolo, cambi di strategia e di confuse richieste di mercato alla società. Una Spal via via didascalica, scolastica e friabile.

Venturato l’ha scossa. Dal Benevento al Pisa: squadra più corta, linea di retroguardia invitata a stare più avanzata (infatti per lunghi tratti non ha dovuto difendere in area), maggior pressione ed aggressività (15 falli contro il Benevento, 17 contro il Pisa), Finotto - e non Colombo - vero punto di riferimento offensivo, sia per dare profondità sia per comandare il pressing. Il Pisa, dal 25’/30’ del primo tempo, ha sofferto il ritmo e il “piede” messi dalla Spal. Che al contempo si è giovata, rispetto ad una settimana prima, di una miglior condizione fisico-atletica complessiva che ha consentito ad alcuni singoli di esprimere così la propria qualità (leggi Mancosu) elevando la cifra tecnica del prodotto collettivo.

Il lavoro è all’inizio. C’è ancora molto da fare, in tutti i sensi. Tra i primi meriti di Venturato anche il recupero - per nulla scontato - di Demba Thiam, che potrebbe condurre ad una nuova strategia di mercato suscettibile di garantire al mister quegli uomini di struttura, centimetri, peso, passo ed inserimento indispensabili per il suo calcio. Che possa essere assecondato.

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