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Venturato attinge in toto alle cinque sostituzioni Pep non le ha fatte dieci volte su diciotto

P.N.
Venturato attinge in toto alle cinque sostituzioni Pep non le ha fatte dieci volte su diciotto

Il passaggio di guida tecnica da Clotet al nuovo mister ha condotto anche ad una diversa gestione delle forze a disposizione 

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le risorse

La panchina, intesa come giocatori a disposizione, diventa sempre più una risorsa in questo calcio. A maggior ragione in serie B e per la Spal, attesa da un calendario folle che proporrà ai biancazzurri ben 6 gare dal 6 al 26 febbraio e poi altre 5 nei primi 19 giorni di marzo. Rosa ampia e turn over serviranno sicuramente. Ed anche la gestione dei cambi a partite in corso.

In tal senso è subito emersa un’evidente differenza tra mister Pep Clotet ed il suo fresco successore Roberto Venturato: il primo era un po’ restio a cambiare, il secondo attinge a piene mani dalla panchina.

Il catalano non ha mai nascosto, anche con dichiarazioni a taccuini aperti, di non amare eccessivamente - o di non ritenerlo sempre necessario - operare sostituzioni nel corso di un match o da una gara all’altra. In effetti è andata (spesso) così. Dando un’occhiata alle statistiche, ci si accorge come Clotet in dieci incontri sui diciotto giocati nella sua gestione non abbia provveduto a tutti i cinque cambi a disposizione: per sei volte ne ha operati quattro, in tre circostanze ne ha operati tre e una volta ne ha addirittura fatti solamente due.

Insomma, una certa parsimonia. E poi va detto che spesso e volentieri Clotet ha cambiato non con sostituzioni testuali, ma stravolgendo - o comunque mutando - modulo e posizioni di questo o quello.

Tutto il contrario di quanto attiene alla metodologia di mister Venturato. Nelle due partite disputate dalla Spal sotto la guida dell’ex allenatore del Cittadella, il tecnico ha effettuato tutte le cinque sostituzioni sia contro il Benevento che contro il Pisa. Ma sempre restando fedele al 4-3-1-2 e sempre inserendo un giocatore pari ruolo di quello che veniva sostituito (con la parziale eccezione di Meccariello, ormai difensore centrale di mestiere, per Tripaldelli contro il Benevento). Ma, per dire: la mezz’ala Crociata per la mezz’ala Mora o la mezz’ala Da Riva. Il centravanti Melchiorri per il centravanti Colombo, l’attaccante Seck per l’attaccante Finotto, il centrocampista centrale Esposito al posto del centrocampista centrale Viviani.

Insomma, nessuna invenzione, nessuna idea astrusa. Ma anche una sana e proficua gestione delle risorse a disposizione. Scelte logiche, soprattutto in un momento in cui la Spal veniva dalle difficoltà atletiche post Covid e post inattività. Insomma, ricorrere alla panchina era cosa buona e giusta, e non a caso i biancazzurri nelle due gare in questione (con Benevento e Pisa, appunto) si sono giovati delle forze più fresche immesse negli ultimi quindici minuti.

Crediamo che si andrà avanti su questa linea. Soprattutto alla luce del calendario alle porte, quando oltre alle valutazioni tecnico-tattiche servirà anche il bilancino per dosare le energie e garantire sempre la necessaria brillantezza al collettivo.

La gestione di Venturato può inoltre forse risultare più coinvolgente per l’intero gruppo, perché tutti i componenti della panchina - di partita in partita - potranno vedersi coinvolti e chiamati in causa, sapendo di poter entrare.



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