Spal, crisi profonda altro che playoff: la Reggina domina
Biancazzurri in vantaggio e poi ribaltati dagli amaranto. Tre gol ospiti, segna perfino Tumminello. Calano le tenebre
FERRARA. Scontro diretto. Gara cruciale. Cinque mesi dopo l’ultima vittoria interna (il 21 settembre, contro il Vicenza: è trascorso un girone...) la Spal oggi (15 febbraio) era chiamata a non fallire l’appuntamento con la Reggina. Fondamentale riassaporare il piacere dei tre punti, oltretutto sinonimo - se conquistati - di aggancio ai calabresi e quantomeno di immutato margine sulle inseguitrici Alessandria e Cosenza, le due che occupano la scomoda sedia dei play out.
Missione miseramente fallita. Cocente sconfitta 1-3, prova disastrosa. Crisi nera, altro che i play off “chiamati” da Tacopina.
Mister Venturato (ancora privo di Viviani e Tripaldelli) ha tenuto fede ai propositi di avvicendare alcune pedine, al di là dell’obbligata sostituzione dello squalificato Dickmann, rimpiazzato però non da Almici ma da Peda. Con i rientri di Vicari (dall’infortunio) e Meccariello (dalla squalifica) il tecnico ha poi ricomposto la coppia centrale di difesa a lui più cara. Quindi ha messo Mora al posto di Pinato, e in avanti non ha schierato Colombo (titolare a Monza ma sostituito dopo un quarto d’ora, a seguito dell’espulsione di Dickmann) bensì il tandem Vido-Finotto. Quanto alla Reggina, Stellone ha cambiato ben sei elementi rispetto alla vittoriosa gara contro il Crotone, e si è disposto con una difesa “a cinque”, e Folorunsho libero di svariare a supporto dell’effimero (5 presenze e 109 minuti l’anno scorso) ex spallino Tumminello.
Ritmi alti, gara equilibrata, arbitraggio all’inglese, imprecisione su entrambi i fronti. Ma la Spal ha cifra tecnica superiore, almeno in alcuni uomini. Infatti sono i più talentuosi a confezionare il gol del vantaggio: ottimo lavoro sul centro-sinistra, con controllo ad uscire, di Vido che poi serve intelligentemente per l’inserimento di Mancosu che entra in area e scarica il destro dal basso all’alto infilando Micai. Bene. Ma bisognerebbe insistere. La Spal lo fa con gli attori a ruoli invertiti: Mancosu a Vido, che slalomeggia prima che un piedone gli rimpalli la sfera impedendogli la conclusione. Gli animi si scaldano, la Reggina protesta per un “mani” di Mancosu su tiro di Cortinovis (tecnico, leggero, ondeggiante, lucido, preciso: applausi), il migliore dei suoi insieme al martellante Giraudo che domina la fascia di competenza. Infatti va via a Peda e mette in mezzo per Tumminello che in scivolata tira addosso ad Alfonso, ma il pallone sbatte addosso all’ex e la sfera va in rete per il pareggio (ok del Var): il centravanti non segnava dal 15 settembre 2019 (col Pescara).
La Spal accusa, balbetta, non crea. Biancazzurri in affanno anche in avvio di ripresa, Vicari deve immolarsi su Folorunsho. Allora ci prova Mancosu, con punizione da distanza siderale: Micai vola a mettere in angolo. È un fuoco di paglia. Arriva il raddoppio reggino con Bianchi, di testa, su corner lungo ed a rientrare di Di Chiara su cui Alfonso non arriva/va a vuoto. Venturato ne cambia tre in un colpo ma la Spal non risponde, latita, è farraginosa, rischia il tris su pennellata di Cortinovis. La reazione pare esserci alla mezz’ora, ma è robetta. E la Reggina va a segnare il terzo gol, con pennellata di Cortinovis per la facile zuccata di Galabinov. Sulla Spal calano le tenebre.
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