La Spal va di male in peggio. Salvezza come unico obiettivo da perseguire
Con i risultati di ieri la squadra adesso sarebbe condannata a giocare i play out. Mister Venturato dovrà trovare i correttivi e gestire anche gli strali di Tacopina
FERRARA. Quando a metà degli anni ’70 la “piccola” Inghilterra di Don Revie inseguiva vanamente le glorie del passato e collezionava delusioni, il commento più comune della critica britannica era what a lot of rubbish: quanta spazzatura.
Ecco, martedì sera subito dopo la gara persa in casa contro la Reggina, il presidente spallino Joe Tacopina si è riferito alla sua squadra evocando - per analizzarne la prestazione - un altro tipo di... rifiuto: se qualcuno non sa, vada a cercare la traduzione di shit. Il patron, tra le altre cose, ha reiterato la sua convinzione circa il valore della squadra (ribadendo che nel suo vocabolario non è contemplata la parola salvezza), ha lasciato intendere la possibilità di provvedimenti punitivi (il ritiro) ed ha poi concluso con un’uscita di tenore... tomasiano. Si ricorderanno i tempi in cui, dalla non affollatissima tribuna del “Mazza” si levava alto il vocione del presidente Gianfranco Tomasi, che senza remore si rivolgeva a mister Leo in panchina con perentori «Rossi, metti Bisso!!!», auspicando l’ingresso della punta.
Ecco, Tacopina più o meno ha ripercorso la stessa strada. Con un appello, a Venturato, non durante il match ma per stampa interposta, invitando l’allenatore ad utilizzare Franco Zuculini, esperto centrocampista argentino in possesso di quelle doti caratteriali che mancano, o sono venute meno, alla squadra. Ora, nessuno discute il fighting spirit di Zuculini, ma se da inizio stagione ad ora, da Clotet a Venturato, il mediano ha collezionato... 19 minuti totali (tutti col tecnico catalano), qualche domanda ce la si può porre. In più, adesso, è stata messa una bella pressione su Venturato stesso: se utilizzerà Zuculini si dirà che lo ha fatto per “dare retta” a Tacopina; se invece non lo farà giocare, rischierà gli strali presidenziali.
Di certo l’allenatore qualche aggiustamento lo dovrà trovare, perché la china è discendente, in maniera molto preoccupante: 3 punti (tutti nelle prime uscite) in 5 partite, 2 sconfitte di fila con 7 gol sul groppone, appena 3 reti realizzate. Questo il bilancio della gestione-Venturato. Con il tecnico che sta vedendo sgretolarsi l’edificio quando invece pareva che potesse consolidarlo. Se gli osservatori esterni ed i tecnici avversari erano stati tutti concordi nell’affermare che nella Spal era nettamente visibile l’impronta di Venturato, e ciò è inconfutabile, è altrettanto chiaro che nelle ultime partite tutto si è notato tranne che la mano dell’allenatore. Quello visto con Monza e Reggina non è il suo calcio, non rispecchia le sue idee e la sua mentalità: aggressione, verticalità, solidità difensiva, inserimenti delle mezzeali, intensità... Tutte cose venute clamorosamente meno. Tra l’altro, 7 gol incassati in due gare sono un’enormità e addirittura si è riusciti a rivitalizzare Tumminello (che non segnava dal settembre 2019) e la Reggina che con 17 reti aveva nettamente il peggior attacco del campionato ed è riuscita a realizzare 3 gol tutti in una volta.
caos portieri
Ah... 7 gol divisi tra Thiam ed Alfonso,visto che contro la Reggina è andato in scena l’ennesimo avvicendamento stagionale tra i pali, con il senegalese di nuovo relegato in panchina a vantaggio dell’acquisto di gennaio. Una gestione del ruolo, e dei suoi interpreti, assolutamente caotica, che ha finito col nuocere a tutti, che non ha risolto il problema e semmai lo ha acuito.
Possiamo pensare che Venturato si sia infine affidato ad Alfonso (suo vecchio paladino) nel tentativo di avere una guida, un regista arretrato, un portavoce, un elemento di esperienza ed affidabilità, ma a questo punto Thiam è bruciato definitivamente e non si potrà cambiare ancora, bisognerà andare avanti con Alfonso, pena il creare ulteriore “confusione”. La scelta, in ogni caso, contro la Reggina non ha pagato, al pari di quella di Peda (preferito al neo-acquisto Almici, dopo due ingressi a gara in corso e preso proprio per essere l’alternativa a Dickmann) e dell’esclusione di Colombo (ne parliamo a parte).
A questo punto è però necessario che Tacopina aggiorni il proprio vocabolario e vi inserisca per forza la parola salvezza. Da raggiungere evitando i play out che al momento sarebbero realtà, visto che ieri l’Alessandria ha pareggiato col Lecce e agganciato i biancazzurri, ma ha il vantaggio dello scontro diretto vinto a Ferrara. La Spal deve fare la corsa sul Cosenza, aumentando di 1 gli attuali 4 punti di vantaggio.
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