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Spal, Tacopina: soci e serie A: «Andremo su»

Alessio Duatti
Spal, Tacopina: soci e serie A: «Andremo su»

Il presidente: quest’anno o il prossimo verremo promossi. «Al mio fianco c’è una famiglia italiana», ma non dice chi

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FERRARA. Si trova negli Stati Uniti da poco meno di un mese, Joe Tacopina. Ma tra un impegno di lavoro e l’altro, ecco lo spazio per analizzare la sua avventura da presidente della Spal. Con diversi temi trattati nella chiacchierata pubblicata dalla testata specializzata Off The Pitch, che si occupa nello specifico di analisi economico-finanziare, legate al business e agli scenari che ruotano attorno al mondo del calcio.

Sport divenuto sempre più di maggiore interesse negli States laddove l’Italia viene vista come principale meta d’investimento (e i numeri degli ultimi anni, con i passaggi di proprietà in tutte le categorie, ne sono una testimonianza concreta).

MODELLI E VISION

«Quella della Spal – dice Tacopina – era un’occasione troppo buona da lasciar scappare. Qui la squadra rappresenta una città meravigliosa e appena ho visto i numeri mi sono convinto immediatamente. Prima della pandemia la società era stata tra le pochissime a essere in grado di fare degli utili per tre anni di fila: una rarità nel panorama del calcio italiano».

Tacopina, che sogna di replicare il progetto competitivo e sostenibile dell’Atalanta, ha specificato «di avere al fianco come partner principale una famiglia italiana», pur senza renderne pubblica l’identità.

«Per come la vedo io – prosegue l’avvocato – il cuore pulsante della Spal devono essere l’area scouting e il settore giovanile visto che sono strumenti validi per permetterci di competere con chi ha più risorse di noi. Cito l’esempio di Demba Seck, arrivato alla Spal senza alcuna spesa. Qui è cresciuto ed è stato venduto a gennaio per 4 milioni più il 20% della futura rivendita quando il Torino lo cederà al Liverpool o dovunque potrà andare nel giro di tre o quattro anni».

In tutto questo si lega anche il progetto delle Academies oltre l’Oceano Atlantico – ribadito da Tacopina – nella speranza che qualche giovane talento americano possa mettersi in mostra (previste anche amichevoli della prima squadra durante una tournée estiva).

“MAZZA” E PROMESSE

La questione stadio, dopo aver risolto le grane legate all’agibilità dei settori chiusi proprio nei giorni del primo closing estivo, è stata affrontata da Tacopina con l’idea di trovare uno sponsor per dare una denominazione da brand all’impianto di Corso Piave, come già accade per diverse realtà nella massima serie oppure in Europa.

«Il nostro fatturato – illustra il presidente – va dai 25 milioni fino ai possibili 74 in caso di promozione. Riporterò la Spal in A: che sia quest’anno o nel prossimo, non ho dubbi su questo. Sarà la mia quarta promozione nel calcio italiano».

Ricordando le esperienza di Roma, Bologna e Venezia dice: «Se avessi guadagnato anche solo un dollaro per ogni selfie fatto con la gente a Ferrara potrei permettermi di comprare Messi. La Spal sarà l’ultima mia tappa nel calcio italiano, come gran finale. L’ho promesso a me stesso, ai miei partner e alla mia famiglia».

BUSINESS E WORK HARD

Tacopina ha specificato che il calcio viene diviso al 50% tra passione e business, con la prima percentuale come reale motivo d’interesse per il pallone del Bel Paese. «Potrei restare a fare l’avvocato 365 giorni l’anno con una parcella di 1800 dollari all’ora – arringa Joe – ma la mia vita non è mai stata dentro un conto in banca. Per la Spal cerco di essere in Italia un paio di settimane al mese, si tratta senz’altro di passione, ma può esserci anche una ricompensa economica. A Bologna, ad esempio, ho raccolto quattro o cinque volte l’investimento iniziale».

In chiusura il presidente ha palesato di aver compreso la lentezza degli affari in Italia rispetto agli Usa: «Sono abbastanza impaziente con le persone. Qui ci si accorda per una riunione e si prende un caffè, poi lo si fa anche due mesi più tardi con altre chiacchiere e un altro caffè. Manderei... a quel paese tutte queste procedure: a me piace stabilire tutto subito, spingendo sempre al massimo».



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