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Ferrara, Colombarini: «La Spal gran motivo d’orgoglio»

A cuore aperto l’ex patron dei biancazzurri ospite a Bondeno. L’inizio dell’avventura, la cavalcata e il passaggio a Tacopina


12 giugno 2022 MIRCO PECCENINI


BONDENO. Il mito della Spal è intramontabile. L’ennesima dimostrazione dell’affetto dei tifosi è arrivata venerdì sera, per l’ultimo incontro dedicato alle vecchie glorie biancazzurre, intervenute in queste settimane per celebrare il trentennale dello Spal Club Ospitale presieduto da Marco Sartini e intitolato alla memoria di una grande tifosa biancazzurra prematuramente scomparsa: Claudia Polastri. Un anniversario che ha avuto il suo fulcro nella mostra, allestita alla Società Operaia, delle figurine storiche Panini, raffiguranti i campioni di ieri e di oggi. Coloro che hanno scritto la storia della società estense: dagli anni di Mazza fino alle gestioni Colombarini e Joe Tacopina. Giusto, dunque, che sia stato l’ex patron della Spal, Simone Colombarini, a presenziare all’ultima serata, accompagnato da due autentiche bandiere degli anni ’70 quali Franco Fabbri e Danilo Ferrari, che mantengono salde le radici con il territorio: Fabbri giocò nella Bondenese nella stagione 1976-77, Danilo Ferrari è nato proprio nella città matildea.

L’ex patron spallino ha accolto l’invito ed ha raccontato la straordinaria cavalcata dalla “sua” Spal: «Siamo stati più volte sollecitati dalle autorità locali e dai vari sindaci che si erano succeduti a Ferrara – ricorda Simone Colombarini – per arrivare a gestire la Spal. Non se ne fece niente fino al 2013, un anno in cui accaddero due cose: da un lato, la Spal faticava ad iscriversi al campionato di serie D; dall’altro, la Giacomense si apprestava ad affrontare un campionato che, molto probabilmente, avrebbe significato ritornare tra i dilettanti. In quanto avremmo affrontato il campionato di Seconda Divisione sapendo di avere poche chance di arrivare tra le prime otto (ed avere così il pass per la serie C l’anno successivo; ndr)».

«Di fronte all’ennesima sollecitazione, ci siamo trovati di fronte ad un bivio ed abbiamo deciso di rispondere alternativamente. Sapendo che ci saremmo presi a carico un onere, ma anche un onore importantissimi. Non eravamo sicuri di essere in grado di rispondere alle aspettative della piazza. Il primo anno – ricorda ancora Simone Colombarini – andò benissimo, ma sapevamo che, anno dopo anno, sarebbe stato più difficile ottenere certi risultati. Quello che abbiamo ottenuto in questi anni è andato al di là di quanto si attendesse la piazza, ed anche per quanto ci riguarda. I dubbi che avevamo all’inizio sono stati fugati abbastanza in fretta, ed i risultati sono stati molto, molto positivi e si è andati avanti, in questa grande cavalcata, che ci ha riempiti di soddisfazione e di orgoglio. Soprattutto ci ha permesso di avvicinare persone e tifosi che non conoscevamo».

«Questo invito fa molto piacere – rivela Simone Colombarini – nonostante non si sia più qui in veste di proprietario della Spal, perché denota riconoscenza rispetto a quello che è stato fatto in questi anni. Devo dire, guardandoci indietro e guardando anche a quanto accade in altre piazze: “Siamo arrivati tra gli applausi, ed usciti tra gli applausi”. Questa è la cosa che mi fa più felice di questa avventura. Al termine della quale siamo arrivati al punto di dire: questo campionato sta diventando troppo difficile per noi, abbiamo trovato un’alternativa da parte di chi può continuare a far cullare il sogno di una squadra in grado di tornare in serie A. Era giusto cambiare la mano. In questo, ben vengano i nuovi arrivati».

Per il resto, la storia spallina è tutta racchiusa nella mostra dedicata alle figurine della Spal, appartenenti alla collezione privata di Gianni Bellini: uno dei maggiori cultori di questo genere, ed organizzata grazie alla collaborazione della stessa Spal, del Comune di Bondeno e dello Spal Club Ospitale. Un’esposizione che si concluderà oggi, in viale Repubblica, ed ha già visto tra i suoi ospiti Ruben Buriani, Fabio Perinelli, Giorgio Zamuner e Sergio Floccari. l

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