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Massari, teatro medievale

Massari, teatro medievale

Ieri mattina al parco si è disputata la Coppa Italia di arcieria storica Ha organizzato la Filippo degli Ariosti: prima la ferrarese Malagutti

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Ferrara La nostra città, per una mattina, si è trasformata nella capitale dell’arcieria storica medievale. Al parco Massari, domenica mattina, la Compagnia Arcieri e Balestrieri Filippo degli Ariosti di Ferrara ha organizzato, con il patrocinio del Comune di Ferrara, la Coppa Italia di arcieria storica medievale denominata Final Twenty. All’evento, che ha registrato prima dell’inizio i saluti dell’assessore comunale Matteo Fornasini, erano presenti 110 arcieri, in abito medievale, provenienti da diverse parti d’Italia e che sono risultati fra i migliori 20 nelle classifiche dell’anno passato.

Quattro i ferraresi in lizza e l’estense Simona Malagutti ha vinto il titolo assoluto dame. Per i messeri campione Paolo Biancalani di Arezzo, per i ragazzi primo Alessio Grilli di Montopoli (Pisa). Molto competitivi gli altri nostri portacolori ad un passo dal titolo assoluto: Gianni Soffritti, Marco Tosi e Leonardo Tromba I partecipanti si sono contesi le prime posizioni mediante bersagli di vario genere posizionati sulla cinta muraria del parco Massari. L’obiettivo della manifestazione è stato quello di eleggere i tre arcieri migliori, nelle rispettive categorie, su un percorso di 16 piazzole con vari bersagli e difficoltà che tutti hanno dovuto utilizzare per dimostrare il proprio valore arcieristico; poi disputando una eliminatoria finale fra coloro che si sono piazzati ai primi tre posti durante il torneo.

Gianni Soffritti, presidente della Compagnia Arcieri e Balestrieri Filippo degli Ariosti di Ferrara, già nella giornata di sabato aveva lavorato alacremente assieme ai propri collaboratori per preparare al meglio le 16 piazzole per la Final Twenty di ieri mattina. «Questa – dice Soffritti fra un tiro e l’altro con l’arco - è una manifestazione che fa parte del circuito Lega Arcieri Medievali, esistente ormai da circa trent’anni e prevede la partecipazione di tutti gli arcieri d’Italia. Si chiama Coppa Italia Final Twenty, ovvero coloro che si sono classificati ai primi venti posti l’anno passato per le categorie rispettive disputano la finale, per eleggere il miglior maschio, la migliore femmina e il miglior ragazzo: ci sono dunque tre primi posti». «Eravamo circa in 110, nel corollario del parco Massari - aggiunge - ; ci siamo divertiti: una bella esperienza».

«Tiriamo di arco storico – ha continuato Soffritti -, abbiamo il vincolo dei costumi filologici, per cui dobbiamo osservare pure un certo tipo di abbigliamento, pena l’esclusione dalla gara: è, per questo, una regola davvero molto precisa. Anche gli archi devono avere caratteristiche particolari e sono suddivisi in tre categorie: lo storico, il tradizionale arco in legno; il foggia storica, evoluzione di archi mongoli, e il foggia finestrato che, al posto dell’impugnatura normale, ha una finestrella dove alloggiare la freccia. Questa è la differenza fra le tre categorie: maschi, femmine e ragazzi, Under 10, Under 14 e Under 17. Eravamo tre ferraresi qualificati per la Coppa Italia, gli altri provenivano dalla Sardegna, dalla Sicilia, da ogni parte d’Italia. Ad eccezione del Nord, che fa altri circuiti. A Ferrara siamo la parte più settentrionale del circuito».

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