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Spal ad Ascoli per il riscatto, servono miglioramenti e punti

di Paolo Negri
Spal ad Ascoli per il riscatto, servono miglioramenti e punti

Stasera gara difficile ma dopo il ko d’esordio è necessaria una risposta forte. Il risultato utile passa da progressi sotto ogni punto di vista. Bel banco di prova

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Ferrara Per essere positivi: peggio non può andare, esistono solo margini di miglioramento. E allora, ad Ascoli con fiducia. Spal in campo questa sera alle 20.45 al “Del Duca”. Seconda di campionato, prima trasferta, ricerca di punti. I primi punti dopo il ko d’esordio in casa contro la Reggina.

Una settimana fa nulla ha funzionato, sotto ogni punto di vista, quindi l’augurio è che “in Ascoli” (come dicono nelle Marche) si registrino apprezzabili passi avanti, a tutti i livelli. Facile? Per nulla. Ma non lo sarà nemmeno per i bianconeri (che all’esordio hanno battuto la Ternana). Perché vincerne due di fila non è mai semplice, soprattutto in casa. E perché si confida nello spirito di reazione della Spal, negli auspicabili progressi che possono scaturire con sette giorni di lavoro in più. La Spal è squadra pesante, massiccia, quindi è presumibile che per andare a regime le serva un pochino di tempo. Non troppo, si spera, già che il campionato aspetta nessuno ed il filotto di gare è di quelli assai tosti: stasera appunto la trasferta ascolana, quindi il Cagliari a Ferrara, poi il viaggio a Bari seguito dal match interno con il Venezia prima della gara sul Lario per affrontare il Como money money ed infine il Genoa a Ferrara… Programmino mica male, che necessita un qualsivoglia bottino altrimenti il seguito rischierebbe di profilarsi come una complicata corsa in salita.

L’Ascoli va inquadrato. Ha cambiato allenatore, modulo e più di qualche interprete. Inoltre c’è il pezzo pregiato Saric (cresciuto nella Spal, da bimbetto o poco più) eternamente in uscita: Sampdoria, Udinese, Fiorentina, Salernitana, Palermo. Tutti lo vogliono e nessuno lo piglia, ma ora l’interessamento della Cremonese pare propedeutico all’approdo al piano di sopra, in un’operazione che dovrebbe portare Valzania nelle Marche. Saric (gran gol a Venezia in Coppa) contro la Ternana è rimasto in panchina ed è subentrato a ripresa ampiamente in corso, stasera vedremo se ci sarà ed eventualmente con quale utilizzo.

Tant’è, il 4-3-3 targato Bucchi è potenzialmente suscettibile di creare problemi alla Spal, sulla scorta di quanto proposto dalla Reggina con analoga disposizione. Poi, ovvio, dipenderà dall’interpretazione. E, soprattutto, dalle contromisure e dalla brillantezza e dell’attenzione e dall’efficacia della Spal.

Venturato non derogherà dal proprio 4-3-1-2 e adesso si andrà oltre qualche equivoco, fotografato dalle posizioni, dai ruoli e dai compiti di Mancosu e del grande ex Maistro: più che mezz’ala e trequartista, a logica sarebbero stati meglio come trequartista e mezz’ala. Sia come sia, in quella posizione (trequartista, sui generis), per le caratteristiche che vuole, per l’idea di gioco che ha, mister Venturato ha battezzato Maistro. Ed a togliere tutti dagli impicci ci ha pensato Mancosu che, detto e fatto, ha chiesto e ottenuto la rescissione per tornare nella sua Cagliari col suo Cagliari. Capitolo chiuso, dunque. Guardiamo avanti.

È arrivato Proia, mezz’ala di struttura e frequenza e inserimento, ciò che voleva Venturato. Oggi però non sarà ancora a disposizione, verrà buono la prossima settimana contro... il Cagliari.

Più in generale, al di là di tali questioni, la Spal stasera dovrà andare oltre i limiti palesati al debutto contro la Reggina: lenta, priva di passo e di ritmo, senza idee, incapace di rifornire e sostenere le punte che dal canto loro andavano ognuna per proprio conto seguendo uno spartito dimostratosi inadeguato. Come la copertura per la retroguardia.

Ma adesso ci sta che giocando in trasferta la Spal possa concedere meno spazi, essere più compatta. Per farlo dovrà però godere di un buon funzionamento collettivo, ed al contempo dovrà preoccuparsi di trovare soluzioni per colpire. Individuando e sfruttando i varchi, risultando veloce nel pensiero e nell’esecuzione se non nella gamba (cosa che non è nelle sue corde, epperò migliorando la condizione qualche progresso potrebbe vedersi anche sotto quest’ultimo aspetto).

Capitolo formazione. Venturato come sempre abbottonatissimo, ieri. Tra portiere e linea difensiva dovrebbe o potrebbe cambiare solo il terzino sinistro, con Tripaldelli e rilevare Celia. Considerando però che ci sarà da marcare stretto, perché da quella parte l’ala ascolana (che sia Lungoy o Ciciretti) è potenzialmente fastidiosa, possiamo aspettarci anche altre scelte.

A centrocampo, con Mancosu partito e Proia non ancora abile ed arruolato, la mezz’ala dovrebbe farla Murgia, nel suo ruolo naturale, con Zanellato che sarà l’altro interno. E in regia? Teoricamente Viviani, ovvio. Dovesse stare fuori (e giocherebbe Esposito), allora sarà l’inequivocabile segnale che la sua partenza è davvero alle porte. Se invece scenderà in campo, scenari comunque aperti: se non da domani, da lunedì il mercato della Spal avrà una nuova bella accelerata, con la possibile cessione di Viviani che verrebbe compensata (per modo di dire) dall’inserimento di una mezz’ala di impatto fisico, e sarebbero Esposito e Zanellato le due soluzioni per il perno centrale. Chiusa parentesi.

In attacco, completando il discorso formazione, La Mantia-Moncini, con Maistro tra loro e la linea mediana, fluttuante.

Che Spal è e che Spal sarà? Presto per dirlo. Per ora si va a sensazioni e indicazioni. Per i giudizi definitivi bisognerà ripassare, pur se un’idea ce la si fa. Ma insomma, non si può pensare che non ci siano i mezzi per uscire indenni (o, addirittura meglio, trionfanti) da Ascoli. Ne riparliamo stasera.l


 

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