Spal, Viviani va al Brescia che è in forcing per Dickmann
Mister Clotet ieri ha pressato il suo club per ottenere subito entrambi. I biancazzurri pensano a Calò oltre ai soliti Fiamozzi, Fiordaliso e Fiordilino
Ferrara Federico Viviani vicinissimo, a un passo. Lorenzo Dickmann più che mai nel mirino. È questa, in estrema sintesi, la situazione a ieri sera in casa... Brescia. Che vuole fare la spesa alla Spal.
I due discorsi sono noti da giorni. Ma c’è stata un’ulteriore accelerata. Ieri mattina a Brescia assicuravano che per Viviani si sarebbe potuto concludere in giornata; ieri intorno alle 20 risultava che non fosse ancora fatta ma... quasi. Ci dicevano che ogni momento sarebbe stato quello buono, visto che il giorno 17 è passato ed è quella la data in cui il presidente bresciano Cellino - in base alle sue scaramanzie - non vuole chiudere affari.
È evidente che la Spal ci perderebbe qualcosa, o molto, sotto il profilo tecnico. Viviani è un professore, e Dickmann a regime è tra i migliori interpreti cadetti del ruolo. I discorsi, posto che entrambi i giocatori vanno a scadenza a giugno prossimo e quindi o li si vende adesso o si prolunga loro i rispettivi contratti (per non rischiare poi di perderli “a zero”), sono però distinti.
L’uscita di Viviani è ormai stata messa in conto, la convinzione è che trattenendo Esposito (per il quale dalla serie A non è arrivata la proposta indecente) la squadra abbia comunque un direttore d’orchestra di alto livello ed in tal senso società e staff tecnico si sentono rafforzati nell’idea dopo la prova fornita ad Ascoli dal mediano. Viviani, come noto, ad Ascoli è rimasto in panchina proprio perché in istanza di cessione e si è giunti al dunque.
La rovinosa sconfitta del Brescia a Frosinone, campo e squadra che a mister Clotet fanno lo stesso effetto di una soluzione urticante, ha messo a nudo i limiti di organico delle rondinelle, che durante la gara hanno anche perso per infortunio il regista Van de Looi. Dopo la partita, e ieri, il tecnico ex spallino è quindi tornato alla carica per vedersi consegnare al più presto Viviani, al quale avrebbe comunque affidato le redini della squadra indipendentemente dal guaio (non serio) occorso al proprio centromediano.
Ma, soprattutto, ieri Clotet ha chiesto - preteso - con forza soprattutto Dickmann. Lo ritiene indispensabile, a prescindere ed a maggior ragione per i problemi difensivi accusati dal Brescia tra infortuni ed altro, ed anche in prospettiva: il croato Karacic è di passaporto... australiano, e con la Nazionale aussie disputerà i prossimi mondiali. Considerando che la B non si fermerà, Karacic mancherà per almeno un mese.
Clotet, quindi, vuole Dickmann. Subito. E ieri lo ha ribadito a chiare lettere al direttore Perinetti ed al presidente Cellino. A Brescia, quindi, sono convinti che gli arrivi dalla Spal saranno due. A stretto giro.
Dobbiamo aspettarci che oggi, o comunque prima delle partite del fine settimana, si configuri veramente questo scenario?
Possibile. Probabile. Lo scenario sembra questo. Ma si sa che con il mercato, di questi tempi, si può escludere nulla. Nel caso però di partenza congiunta di Viviani e Dickmann (e dopo Mancosu se ne andrebbe un bel pezzo, qualitativamente, di Spal) come si rimedierebbe? Sicuramente immettendo un altro centrocampista. Possiamo essere clamorosamente smentiti, ma non punteremmo tanto su Valzania della Cremonese o sull’oneroso bresciano Bisoli che ha super offerte e che comunque vorrebbe restare dov’è. Occhio al veneziano Fiordilino, ma anche al genoano Giacomo Calò, classe 1997, cercato pure dal Cosenza, ex Juve Stabia, Pordenone e Benevento - sempre in prestito -, gran calcio, buona struttura. Centrocampista centrale, ma all’occorrenza anche interno, ottima esperienza cadetta.
Quanto alla difesa, Fiamozzi è bloccato da tempo e come terzino destro sarebbe una garanzia, vista la carriera. Altrimenti c’è il cremonese Fiordaliso che può giocare in varie posizioni, anche a sinistra pur essendo destro.
Magari ne esce una Spal più forte. Certo che perdere d’un colpo Mancosu, Dickmann e Viviani pare pesante. O forse non succederà in tali proporzioni. Il tempo (breve) e il campo diranno.l
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