Spal, l’assist del mister alla squadra: «Se si vede grinta, è tutta loro»
Ferrara Quel “DDR” stampato sulla felpa della società non passa certo inosservato. La cartolina della vigilia è bella e porta con sé una gran carica, accompagnata dalle sue parole.
Mister, come sono andati i primi giorni di lavoro?
«Tutto perfetto, senza partite non si sbaglia niente (ride, ndr). Entusiasmo, grasse risate, impegno e sudore. Il “problema”, ma capirete che sto scherzando perché è una cosa bella, è che ora s’inizia a giocare e lo stress salirà. Dovrò prendere delle decisioni fastidiose, che in vita mia non ho mai preso, come escludere qualcuno da una lista o da una formazione, ma se voglio fare questo lavoro mi ci dovrò abituare. Ogni cosa sarà volta al bene della Spal».
Mutamenti tattici?
«Siamo una novità e questo piccolo fattore sorpresa me lo tengo, almeno per questa partita. Sono qui come un libro pieno di pagine bianche, che vanno scritte dai giocatori con caratteristiche e condizioni che possono anche variare nei periodi. Sono aperto a tutto».
È stata fatta una valutazione sulle tante reti subite?
«I numeri non sono valori assoluti, ma vanno guardati. Troppi i gol presi, proveremo delle contromisure. Occorre difendere tutti insieme, magari anche sporchi e senza paura che ci cada la corona».
Il Cittadella?
«Hanno un modo d’intendere il calcio riconoscibile, che dura da tanti anni, anche grazie all’allenatore che c’era qui prima di me, e Gorini era un suo discepolo. Giocano in verticale, sulla profondità, con fisicità: bisognerà stare attenti».
Dall’esterno che idea si era fatto sulla Spal?
«Il problema è stato la non continuità, sia di risultati sia di prestazioni, perché, pur con un’idea di calcio differente da quella che piacerebbe vedere, sono state fatte delle ottime partite o degli ottimi spezzoni, alternati ad altri meno buoni. Quando si cambia allenatore si prova a portare qualcosa di nuovo, per tentare di migliorare la situazione, perché, se fosse stato tutto perfetto, non ci sarebbe stato neanche il cambio tecnico. Siamo all’inizio, però mi piacerebbe vedere una squadra che voglia essere artefice del proprio destino».
Ma… vedremo una squadra con la grinta di De Rossi?
«I giocatori della Spal hanno grinta, hanno sangue, sono vivi e non hanno bisogno di me per fare una prestazione intensa. Se dovessero giocare una partita tosta, il merito sarà tutto loro, perché in tre giorni non si cambia l’indole o la testa di un singolo, al netto degli stimoli che gli si provano a dare. Ci sono elementi di personalità, di carattere e di cuore».
Ha dato un’occhiata ai giovani di via Copparo?
«Sì, tutti i giorni parlo con Catellani e Grieco: c’è una condivisione fantastica. Saiani e Puletto sono i primi che mi hanno consigliato di vedere, ma controllerò con attenzione tutti, perché ai miei tempi anche io non ero la stella prescelta della Primavera...».
Con Barbirati, attuale addetto agli arbitri della Spal, avete fatto pace dopo quel gol che le aveva annullato da assistente a Napoli nel 2015?
«A volte non sono stato gentilissimo. Gli ho fatto di nuovo i complimenti… non è vero (ride, ndr). È stato piacevole rivederlo. A inizio carriera ho avuto rapporti tesi con gli arbitri e forse sono stato preso di mira. Ora ho ricevuto le congratulazioni per il nuovo lavoro anche da Rocchi: ho un buon rapporto con tutti e da allenatore dovrò dare l’esempio».l
A.D.
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