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Questo pazzo Masi e il suo bomber: «Una bella vittoria, ma che rischio»

Questo pazzo Masi e il suo bomber: «Una bella vittoria, ma che rischio»

Fabio Cazzadore fa il punto dopo il match di domenica e ammette: «A Cattolica è calata troppo l’attenzione»

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Masi Torello A volte capita di tornare da una trasferta avendo preso cinque gol. Ma di tornare contenti perché ne hai fatti sei. Gran partita del Masi Torello a Cattolica, con una squadra come sempre propositiva, che punta sempre a segnare, e che stavolta c’è riuscita ampiamente. Poco importa che in una gara sola si siano presi la metà dei gol subiti in tutte quelle precedenti: essere il migliore attacco del girone è una soddisfazione di gran lunga maggiore. Comunque, ci si può godere la vittoria.

Due delle sei reti realizzate a Cattolica portano la firma di Fabio Cazzadore, ora a quota 4 gol realizzati in campionato. Con un’impressionante media di gol realizzati per minuti giocati: «Finora ho giocato due gare da titolare - ci dice il bomber veneto -, nella prima ho giocato 63’ e nella seconda 55’. Segnando due gol a gara. Poi, ho giocato degli spezzoni, ma pochi minuti per volta».

Quindi, un ritorno alla grande...

«Devo ammettere che i due anni passati sono stati duri, tra covid e i problemi alle ginocchia. Mi sono saltati i crociati nel ginocchio destro e poi, dopo otto mesi, al rientro mi sono saltati anche quelli del sinistro. Non è stato facile. E poi, al rientro, a Masi, mi sono trovato inizialmente quarta punta. Non è stato facile neanche un po’, ma volevo risalire, rientrare. E devo ammettere che molti dei ragazzi con cui gioco mi hanno aiutato».

Per esempio, chi?

«Vanzini mi ha aiutato tantissimo. A parte il suo valore come uomo, credo anche che sia uno degli attaccanti più forti che ci sono in questo campionato. Ed è abbastanza giovane per salire anche di categoria. Credo che se sarà una coppia d’attacco composta da me e da Vanzini, là davanti ci sarà da divertirci. Tanto».

A Masi, per tanti anni, il centravanti era un certo Rizzati, uomo-gol formidabile...

«Sì, lo sapevo. Andrea ha giocato insieme a mio padre a Mesola. Papà era un giocatore compatto, molto insidioso. Un Gherlinzoni, per farmi capire meglio a Masi. Io sono più simile a Rizzati. Per me il gol è aria pura. Io vedo la porta e cerco di finalizzare. E finalizzare bene è importate, perché trasformi in punti tutto il lavoro della squadra. Il Masi propone sempre molto e io sono un centravanti di quel tipo».

Sei veneto e hai quasi sempre giocato oltre il Po...

«Sì, ho giocato quasi sempre in Veneto. Ma un anno, con il Mesola, ci siamo salvati ai playout in Promozione. Ed ho giocato anche nella categoria superiore alla Pavullese, per qualche mese. A Masi mi trovo bene, adesso è un momento positivo, che viene dopo un periodo negativo. Ma si può guardare al futuro convinti di poter andare avanti a buoni livelli, pur consapevoli che il campionato è difficile. Domenica io sono uscito sul 5-2 per noi e poi abbiamo segnato ancora. Ma probabilmente ci siamo rilassati troppo. Alla fine abbiamo portato a casa la vittoria, ma abbiamo anche capito che in questo campionato nessuno ti regala nulla e devi essere attento, concentrato e determinato fino alla fine. Oppure rischi. La vittoria, però, ce la godiamo».

Per dovere di cronaca, rettifichiamo il tabellino pubblicato ieri: la prima rete masese è di Franceschini (e non da Maneo), la seconda di Vanzini (e non da Cazzadore).l

Alessandro Bassi

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