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Spal, Oddo: «Esserci con la testa e il cuore, ci salveremo»

Alessio Duatti
Spal, Oddo: «Esserci con la testa e il cuore, ci salveremo»

Oddo carica i suoi. Poi elogia il carattere del 18enne Contiliano

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Pescara «Se vinciamo a Benevento, ci salviamo». L’aria di casa sta caricando Massimo Oddo, che dal ritiro spallino in quel di Pescara lancia un messaggio piuttosto inequivocabile ai suoi ragazzi.

«Ci credo tantissimo, e soprattutto ci crediamo ancora – dice il tecnico - l’unica cosa che esigo percepire è che i ragazzi la pensino uguale. La mia sensazione è questa e sto cercando di trasmetterla a tutti».

Mister, quindi nella squadra non c’è quello stato di rassegnazione?

«Assolutamente no. Ci stiamo allenando bene, siamo motivati e sappiamo di avere davanti uno spartiacque importante».

Andrete al “Vigorito” con lo stesso atteggiamento tattico ormai noto?

«Sì, la linea è tracciata. Andrò controcorrente, ma sotto diversi punti di vista la squadra sta crescendo. In questi momenti si è offuscati dalla classifica, ma sapete che nei vari giudizi dico sempre quello che penso in positivo o in negativo. Abbiamo dei limiti, che si sono visti nell’ultima mezz’ora contro la Ternana ma la prima parte di quella gara era stata fatta bene. Dobbiamo stare in partita più di 65 minuti: in quel modo sappiamo di poter dire la nostra contro chiunque. Non bisogna aver la paura di esser schiacciati».

La situazione fisica è sensibilmente migliorata?

«Diciamo che il tema si lega più che altro a quei giocatori che sono stati fermi per infortuni o acciacchi vari e che quindi usano la settimana per cercare di tornare al meglio con la condizione. Ma a livello di squadra, adesso non si può far più di tanto. È un fattore che si allena dall’inizio. Due settimane di allenamenti non variano di tanto il potenziale metabolico. Certo è che nell’analisi a freddo della partita precedente va evidenziato anche il concetto di tenuta mentale. Perché comunque a centrocampo chi era entrato era fresco, quindi il problema è stato l’atteggiamento troppo conservativo».

In settimana Meccariello ha detto che la retrocessione in C sarebbe un suicidio generale, menzionando anche le carriere dei giocatori stessi. Non pensa, però, che al gruppo stia mancando qualcosa nel fare il proprio massimo?

«La prima verità è che c’è un gruppo che non sta rendendo per quelle che sono le aspettative. La seconda altra grande verità è che in questo momento dobbiamo tirarci fuori da una situazione complessa e servono gli uomini. Non c’è niente da fare, solo così si esce. Con i valori interni, che vanno al di là della tecnica e della tattica o delle varie qualità. In questo momento non conta nulla nemmeno la storia di qualsiasi singolo giocatore, ciò che conta è il presente. Attraverso questo, ci si costruisce il futuro. State vedendo che non guardo alle presenze dei calciatori durante le scelte, tant’è che Contiliano va in campo perché lo merita. Poi è “pulito di testa” e in tutto quello che fa. Guardo la funzionalità e gli allenamenti».

Un pareggio a Benevento sarebbe inutile?

«Non sono d’accordo. Il vero risultato drammatico sarebbe la sconfitta. Una verità assoluta non c’è, sul tema pareggio. Noi andremo ovviamente per vincere. Se non saremo capaci, l’importante sarà non perdere. Con un punto non si è retrocessi. Ci sarebbero poi altre 6 partite con ben 3 scontri diretti da giocarsi fino infondo. Già in passato, anche nella mia gestione tecnica, qualche pareggio in più ci avrebbe dato senza dubbio una condizione migliore di classifica. In questa gara serviranno intelligenza, malizia, nonché l’equilibrio nello star dentro ai 90 minuti con lo stesso atteggiamento senza pensare a dover vincere a tutti i costi. È così».

Ha qualche rimpianto?

«Sì, la partita di Cosenza. Anche solo un risultato positivo, vedi il pari, ci avrebbe dato continuità e avrebbe mantenuta inalterata la fiducia - dice Oddo -, visto che venivamo dalla precedente vittoria col Cittadella. È ovvio che dopo abbiamo dovuto tentare di ricostruire l’aspetto psicologico da capo». l

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