Spal in serie C, l’amarezza del sindaco: «Ora capire le responsabilità del collasso»
Un apprezzamento per l’impegno dei tifosi: «Con tutto quello che hanno dato meritavano molto di più»
Ferrara «Noi tifosi ci siamo aggrappati ad un filo sottile fino all’ultimo momento, dando fiducia ad una squadra che evidentemente non è riuscita a comprendere i grandi sacrifici fatti per arrivare fino alla prima serie». Tra i tanti delusi dalla caduta della Spal, da oggi (13 maggio) matematicamente certa della Serie C, c’è anche il sindaco Alan Fabbri, che ha espresso il suo rammarico in un post su Facebook.
«Per chi è di Ferrara da generazioni, è nato a Ferrara, andava alla SPAL sin da piccolo assieme ai suoi genitori, riceveva in regalo per i propri compleanni una maglietta, una sciarpa, una bandiera bianco celeste, oggi è un boccone impossibile da mandar giù – scrive il sindaco – Dietro questi colori c’è molto di più che una squadra di calcio: c’è tutta la nostra storia e le radici a cui siamo e saremo sempre orgogliosi di appartenere, anche nei momenti di difficoltà come quello di oggi. Ci sarà tempo per pensare a cosa non ha funzionato ma sono certo che un confronto con la società sia necessario innanzitutto per poter individuare le responsabilità di questo collasso e, contestualmente, per capire quali sono le intenzioni della dirigenza sulla serie C».
Fabbri non dimentica di citare la Curva Ovest e «tutti i tifosi che, nonostante tutto, non sono mai venuti meno al supporto della squadra, anche quando ormai non c’era quasi più nulla da fare. Hanno cantato fino alla fine, a squarciagola, per incitare i giocatori, hanno fatto importanti sacrifici per raggiungerli in tutte le trasferte e preparare le coreografie. Una tifoseria del genere meritava molto di più. Al di là di tutto sempre #ForzaSpal!».
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