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Alla festa della Curva Ovest

La lezione di bomber Floccari: «La forza della Spal è il gruppo»

La lezione di bomber Floccari: «La forza della Spal è il gruppo»

L’unità di squadra e città come fattore aggiunto delle stagioni vincenti

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Ferrara È stata una bellissima festa della Curva Ovest, la tre giorni nel sottomura fra il Bastione San Pietro e la Casa dell’Ortolano, festa dei tifosi che si sono radunati a testa alta e con la dignità e l’orgoglio che contraddistingue da decenni: la mentalità degli ultras biancazzurri. In un momento non propriamente idilliaco sportivamente per la Spal e Ferrara, la Curva Ovest si è stretta attorno ai colori e alla città, snocciolando una festa di grande livello in tutti e tre i giorni.

Ieri sera la chiusura, che ha visto salire sul palco dei dibatti e delle esibizioni tre grandi ex: Eros Schiavon e Daniele Gasparetto, prossimi compagni di squadra a Sant’Agostino, e bomber Sergio Floccari, oltre alla presidente del Coordinamento Spal Clubs, Valentina Ferozzi. Intervistati dai colleghi Mauro Malaguti e Alessandro Sovrani, assieme un secolo trascorso a seguire le vicende spalline in tutte le categorie fra la serie D e la serie A, i protagonisti del dibattito, con parole e sfumature diverse, hanno tutti portato il ragionamento sulla vera forza di squadre, società e tifosi: l’unità d’intenti, la coesione del gruppo, inteso sì come squadra, ma anche come corpo unico con la città e il club. Parole e concetti che, di recente, avevamo sentito da alcuni dei protagonisti dell’annata epica che portò al ritorno in serie B: Mangoni, Zamuner, Paramatti. Questo tornare, in epoche diverse, della stessa chiave di lettura nella costruzione dei successi sportivi dovrebbe far meditare, specialmente riguardo a formalità e formalismi che mettono distanza fra gli interpreti sul campo, i media che li vorrebbe raccontare senza inutili filtri e mille difficoltà, ma anche gli stessi tifosi.

Ma torniamo al dibattito, aperto dall’intervento forse più atteso, vista la caratura del giocatore (e dell’uomo), ossia di Sergio Floccari (sebbene il coro dei tifosi sia stato tutto per Eros Schiavon...). Il goleador dal pedigree che ne certifica la razza superiore, com’è nelle sue corde, ha subito colpito nel segno dei ricordi: «Qui ho conosciuto la semplicità, la gente vera, sin dalla mia presentazione in via Voltapaletto (dov’era prima lo Spal Store, ndr). Abitavo poco lontano e ho respirato l’inclusione, l’amicizia che lega i tifosi e l’aspetto umano è quello che mi piace di più: è per la condivisione di questi valori che sono qui su questo palco».

Ed ecco, poi, quel refrain di cui si diceva: «La forza di quella Spal era il gruppo e lo dimostrava un fatto: in quella stagione abbiamo perso poche partite, comunque i ragazzi che non giocavano mai, quelle poche volte che abbiamo perso, erano i primi a rincuorarci».

E ancora, per descrivere il clima: «Il primo giorno al centro notai un fiasco di vino, di quelli con la paglia attorno, e pensai che l’avessero dimenticato lì, invece a fine allenamento è stato aperto e bevuto, così, per stare assieme».

Insomma, un legame che si è creato anche con piccoli dettagli, ma genuini. E con i gol: «I più belli? Il pareggio a Vicenza (al 6’ di recupero, con la conduttrice Sara Pinna e il suo programma biancorosso che esplosero di rabbia, ndr), la vittoria con la Juve, sì, anche quello da centrocampo al Milan, ma fu inutile».

Tanti bei ricordi, cui si sono aggiunti quelli di Schiavon e Gasparetto, per iniziare l’ultima serata di festa.

L’apertura, invece, era stata venerdì con sul palco quattro spallini campioni d’Italia Under 18 nella scorsa stagione - Lorenzo Abati, Filippo Puletto, Filippo Saiani e Fabio Parravicini - assieme a mister Massimo Pedriali (mirabellese doc) che hanno dialogato con il Collettivo LAPS, scrittori della Ovest, parlando del successo di Ascoli nella finale Under 18 della scorsa stagione, dove la Spal si è laureata campione d’Italia battendo il Bologna. Dopo l’intenso scambio di battute tra i ragazzi e il Collettivo LAPS è arrivato il toccante saluto di Lino Aldrovandi, nel ricordo commosso del figlio, mentre la serata poi è continuata molto partecipata con la musica dei DJ Roberto De Blanck, Riccardo Bertazzini, Andrea Ghirotti e la crew di Simple, non senza aver prima spazzolato l’intera produzione delle cucine: cappelletti, cappellacci, grigliate e stinchi accompagnati da patatine e fiumi di birra hanno invaso le tavolate della festa, per ore sold out.

Sabato è stata la volta del dibattito “La Repressione Oltre il Confine”, con gli avvocati Giovanni Adami, Lorenzo Contucci e Fabio Anselmo, mentre in serata ha avuto luogo il contest musicale “Ovest Calling”.

Domenica dalle 17 la bellissima iniziativa “Mamma voglio giocare nella Spal” con l’Accademia Spal femminile, poi con il dibattito “I Pasionarios della Spal”, di cui abbiamo detto, e a chiudere la festa è arrivato il concerto dei Mistress of Rock e l’Elektrovest DJ Party del Collettivo Elettronico della Ovest. Una grande festa, sentita, in un certo senso sofferta, ma vera, soprattutto viva e partecipata, che dà appuntamento all’anno prossimo e già prepara nuove sorprese e fantastici ricordi da condividere.

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