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Tacopina, prove di futuro: «Fusco sceglierà il mister»

di Alessio Duatti
Tacopina, prove di futuro: «Fusco sceglierà il mister»<br>

Il patron aspetta il sì dal suo direttore sportivo di fiducia e delega le scelte. Poi tende la mano anche ai tifosi: «La Spal tornerà grande insieme a loro»

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Ferrara L’intervento alla serata dedicata agli sponsor di lunedì al “Paolo Mazza”, poi alcune dichiarazioni rilasciate a margine della 21ª edizione del premio “Golden Boy” organizzato da Tuttosport. Per il momento il presidente spallino Joe Tacopina mantiene staccato il filo della comunicazione con gli organi d’informazione locali e con quella fetta di tifoseria biancazzurra – la Curva Ovest – che da tempo attende aggiornamenti diretti sullo stato dell’attualità, ma soprattutto sulle intenzioni per il futuro riferite in primis alla prossima stagione.

«Siamo pronti a ripartire – ha comunque detto il numero uno del club di via Copparo -, la vita è così: ci sono giorni belli e giorni brutti, ma la cosa importante sono le persone nelle quali confidi per rialzarti. Per me quella dello scorso anno è stata la prima retrocessione da quando sono in Italia, ma non è detto che sia solo una brutta cosa. Certe situazioni ti permettono di ripulire e ripartire. Siamo retrocessi, ma torneremo in serie B velocemente».

E ancora, un messaggio che pare diretto proprio a quella Curva Ovest con cui il rapporto si è incrinato: «Alla gente mi sento di dire che noi siamo qui per rimanere e per raggiungere traguardi importanti. Abbiamo investito tanti capitali e andiamo avanti. Per raggiungere successi sia per noi che per loro. Sono convinto che nsieme potremo risollevarci. In passato tutti noi abbiamo commesso degli errori e abbiamo imparato da questi».

Poi sul prossimo direttore sportivo, quel Filippo Fusco in attesa della nomina ufficiale: «È l’unico con il quale abbiamo parlato. Vediamo cosa succede. Conosco Filippo molto bene, perché ha lavorato con me a Bologna. È una grande persona, un grande lavoratore e ha una grande credibilità. Lo avrei voluto con me già lo scorso anno, ma adesso dobbiamo pensare solo al futuro e non al passato. Il mister? Lo deciderà Fusco. Abbiamo un paio di nomi in mente, ma sta al direttore sportivo scegliere. Sarà lui a parlarci».

Dopo aver menzionato lo spirito di alcuni giovani che si sono messi bene in mostra nell’ambiente spallino, ecco spuntare nella conversazione il nome di Matteo Prati: «Non è un giocatore da serie C. Cercheremo eventualmente di trovare una soluzione, anche nell’ottica di non perderlo, magari con un prestito. Si è già imposto come uno dei migliori giocatori dell’ultimo campionato cadetto e ha fatto benissimo anche in Nazionale».

Il discorso è poi virato sul movimento calcistico italiano, tra format, difficoltà e la sempre più fitta presenza d’investitori provenienti dagli Stati Uniti: «Non so cosa sia più difficile tra lavorare nel calcio italiano e fare l’avvocato di Trump. Quando sono arrivato, sono stato il primo e la gente pensava che fossi matto. Mi chiedevano perché lo facessi, se non mi piacevano i soldi. Adesso tante altre persone e fondi dal Nord America stanno entrando in questo movimento: il calcio italiano è l’asset più sottovalutato nell’industria dello sport. E credo che implementare il modello nordamericano possa aiutare. In Italia l’85% dei proventi è legato ai diritti tv, con enormi differenze tra la serie A e le categorie inferiori: è una cosa che deve cambiare, per rendere il sistema sano e sostenibile».

Infine una frecciatina alla classe arbitrale: «Quest’anno siamo stati fregati diverse volte».

E una bordata al mondo dei procuratori: «Nel calcio europeo: gli agenti rovinano il calcio. In Nord America, un agente rappresenta il professionista e non prende soldi anche dal club. Credo che si crei un conflitto d’interessi, che in Italia gli agenti abbiano troppo potere».

Tacopina è tornato. È sempre lui, con un profilo magari meno esuberante, non più così sopra le righe come anche in un recente passato. Anzi, la sua mano appare tesa verso i tifosi per mettersi alle spalle gli screzi e ripartire uniti. l

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