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Il traguardo

Nella vasca di Roma mancano i big: Pinca da Saletta è medaglia d’oro

Marco Nagliati
Nella vasca di Roma mancano i big: Pinca da Saletta è medaglia d’oro

Campionati italiani assoluti nella Capitale concomitanti con Mondiali e Universiadi

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Ferrara Una chance. One bullet. Un solo colpo: non per tutti. Per Luca Pinca, sì. Il nuotatore, copparese di Saletta (23 anni a ottobre), giovedì pomeriggio a Roma non ha sprecato l’occasione. Non quella di una vita, semmai quella per un ulteriore salto di qualità. Ha vinto il titolo italiano assoluto senior nei 50 rana ai campionati estivi di categoria. L’ultimo appuntamento prima della pausa, manifestazione “impoverita” da assenze eccellenti causa mondiali di Fukuoka (Giappone) e Universiadi di Chengdu (Cina).

Così, nella specialità di Pinca mancavano i quotatissimi Nicolò Martinenghi e Federico Poggio, nonché i talentuosi Alessandro Pinzuti e Ludovico Viberti: un poker d’assi, invero. Ai quali, comunque, il “nostro” guarda da vicino. E allo stadio del nuoto capitolino il copparese ha colto l’opportunità di mettersi in mostra: i satanassi non c’erano, vinco io.

Luca è arrivato nella Capitale col 5º riscontro cronometrico tra i venti aventi diritto. In semifinale 28”35, equivalente al secondo miglior tempo d’ingresso. In finale vittoria con 27”80 che è anche il personal best.

«Due anni fa – sussurra Pinca – avevo fermato il cronometro su 27”83. Evidentemente a Roma è uscito anche il mio spirito agonistico. Arrivato in finale, ovvio, volevo vincere. Nei giorni precedenti alla gara, invece, non è che avessi messo il titolo come ambizione primaria. Dai, non me l’aspettavo, comunque la concorrenza era forte, nonostante gli assenti».

Pinca studia farmacia a Ferrara («sono inserito nel progetto studenti/atleti, significa che non ho obbligo di frequenza e posso dedicarmi al nuoto da professionista»), vive e si allena a Bologna in quanto tesserato per la De Akker. Ha iniziato col Centro Nuoto Copparo, poi virata al Cus Ferrara e infine la svolta per il team del capoluogo regionale.

L’oro nazionale non gli fa perdere di vista il percorso: «Testa bassa. Non fingo che a Roma mancavano i migliori, né che devo migliorare. Nella reattività in partenza, per esempio. Da questo titolo si può costruire qualcosa di buono, l’ambizione non manca. Il mio merito è stato cogliere l’occasione: non ho sbagliato».

Ora un mese di pausa, con bagno (di mare) a Porto Garibaldi. Successivamente, sotto col lavoro, con due sogni.

Uno: «Magari avere una possibilità di entrare in Nazionale, grazie a questo tricolore. Anche se la rana è sempre più competitiva».

Due: «L’ingresso in un gruppo sportivo, circostanza che ti garantisce il futuro. Il livello in Italia è altissimo: questo oro può valere, ma i parametri rimangono notevoli. Devi rimanere ai vertici a lungo».

Il copparese ha uno staff già consolidato, la spinta propulsiva non manca. Lo allenano Massimiliano Mazzoli e Alessandro Vanelli Coralli; il fisioterapista è Luca Ricchieri, la nutrizionista Simona Angeletti. Il preparatore atletico Fabio Bonaccorsi. Nulla è lasciato al caso nel perfezionamento di un progetto.

«Sono nato per distanze più lunghe - spiega Pinca -: 200 o 400 misti. Poi, spostandomi tre anni fa a Bologna, con i tecnici che mi seguivano abbiamo capito che ero portato per la velocità. Di conseguenza, ci siamo concentrati sui 50 e 100 rana. Sinceramente penso che questo titolo tricolore sia la prima tappa di un percorso ancora lungo».

Un tuffo in vasca che, a breve giro di posta, dove porterà? Luca risponde senza indugi: «I primaverili assoluti di aprile 2024. Lì mi confronterò con i big assenti a Roma».

Un’altra chance per salire nella scala gerarchica, inseguendo l’azzurro.l




 

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