Valentini alla Spal, un altro argentino dopo Oscar Massei
Entrambi sono cresciuti nel Rosario Central. Il difensore è un fedelissimo di mister Di Carlo
Ferrara È Nahuel Valentini il nuovo tassello difensivo della Spal, che nel nuovo scacchiere estense va di fatto a prendere il posto di Biagio Meccariello. Esperto uno, espertissimo l’altro. Valentini è un classe 1988, stimato e apprezzato da mister Di Carlo che ha già condiviso con lui ben tre esperienze: Livorno, Siena e Vicenza. Nel mezzo ci sono state le parentesi al Real Oviedo e all’Ascoli. Mentre più recentemente Valentini ha militato due anni al Padova, indossando anche la fascia da capitano dei biancoscudati. Piede destro, statura di rilievo (siamo sopra il metro e ottanta centimetri), una tenuta fisica che pare ancora più che discreta nonostante le 35 primavere ormai in procinto di esser compiute (spegnerà le candeline il prossimo 19 settembre) e quello spirito sudamericano mai banale quando si tratta di futbol.
Valentini è infatti originario di Rosario, città e tempio del calcio riconosciuta così all’unanimità tra i veri appassionati. Il difensore ha iniziato lì la sua carriera, prima nel settore giovanile e poi nella prima squadra del Rosario Central (vi ha giocato dal 2007 al 2013 con 125 presenze) disputando gli infuocati derby con i Newell’s Old Boys. Ha sudato la casacca gialloblu dentro il “Gigante de Arroyito”, laddove una delle tribune è intitolata a un certo Oscar Massei, all’epoca risistemata proprio grazie agli introiti della cessione dello stesso in direzione Italia (nella massima serie col Rosario, Massei segnò 46 gol tra i 18 e i 20 anni). Mai nessun giocatore dopo il grande Oscar (lui però nato a Buenos Aires, 244 presenze in maglia Spal tra il 1959 e il 1968) aveva messo nel curriculum il binomio Rosario-Spal (La Grotteria per due anni in biancazzurro crebbe dall’Estudiantes). E chissà che l’aria della magica città del futbol non possa che far nuovamente bene al mondo spallino. D’altronde di Rosario sono nativi anche Messi, Di Maria, Icardi, ma soprattutto “El Triche” Carlovich (ritenuto il migliore, da un certo Diego Armando Maradona)...
Ma tornando a Valentini: l’innesto per la difesa della nuova Spal è già operativo. Si era allenato giovedì pomeriggio al suo arrivo in città e ha replicato ieri mattina, sempre come difensore sul centrodestra nelle varie esercitazioni. Poche ore dopo dagli uffici di via Copparo è spuntata anche la nota ufficiale relativa al tesseramento: per lui, svincolato, è arrivato il contratto per una stagione. Curioso capire se potrà già mettere qualche minuto nelle gambe durante l’amichevole di domani a Masi Torello contro il Fiorenzuola (ore 17.30) o se il primo impatto di campo sarà rinviato a Spal-Mantova di domenica prossima.
Chiusa l’operazione difensiva il mercato spallino rimane aperto ma non sembrano esserci immediate accelerazioni riguardo alle preventivabili cessioni dei vari Dickmann, Celia (o Fiordaliso). Qualcosa, presumibilmente, dovrebbe muoversi con maggiore concretezza nel corso della prossima settimana. Anche Zanellato è tornato nell’ambiente ferrarese: in questo momento su di lui – al di là del fatto che sia fuori da ogni tipo di progetto tecnico – c’è un enorme punto interrogativo, nel senso che settimane fa si era parlato di una rescissione per favorire l’approdo a una nuova realtà, ma nulla è andato in porto. Più di una destinazione sarebbe inoltre stata rifiutata dal ragazzo, che starebbe ancora riflettendo sul da farsi tramite una cessione diretta della Spal oppure “liberamente” dopo l’eventuale svincolo.
Infine, una notizia in uscita riguardante un altro giovane. Si tratta di Davide Marcolini (centrocampista, ma anche esterno destro) classe 2005 che era arrivato nel vivaio biancazzurro dopo aver mosso i primi passi col Chievo Verona. Reduce da 4 reti nello scorso campionato Primavera 2, finirà anch’egli al Cagliari. Meta nella quale è appena approdato con il colpo economico dell’estate per complessivi 7 milioni, Matteo Prati.
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