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Le tragedie della strada

Ferrara, troppi incidenti mortali. I familiari delle vittime: «Basta sostegno agli eventi alcolici»

Alessandra Mura
Ferrara, troppi incidenti mortali. I familiari delle vittime: «Basta sostegno agli eventi alcolici»

Sono 34 i decessi dall'inizio dell'anno, nel 2024 un aumento del 32%. Oggi è la Giornata Mondiale

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Ferrara La provincia dell’Emilia Romagna in cui gli incidenti stradali hanno più spesso un esito mortale è quella Ferrarese dove le strade, considerato il numero di vittime e feriti in rapporto agli incidenti, risultano essere le più pericolose. Lo dicono i dati dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla Sicurezza stradale il cui ultimo report, aggiornato al 2024, registra un aumento del 32% delle persone decedute, passate da 22 a 29. E quest’anno il bilancio è già molto pesante, perché il conto dei deceduti riportato dalle cronache è già arrivato a 34, proprio ieri (15 novembre) l’ultima tragedia a Pontemaodino
Numeri che caricano di ulteriore significato l’odierna Giornata mondiale Onu e Nazionale del Ricordo delle vittime della strada. A Ferrara, la locale sezione dell’associazione italiana famigliari e vittime della strada (Aifvs) ha onorato la loro memoria dedicando loro una messa celebrata nella Basilica di San Giorgio, aperta  tutta la cittadinanza. 
«Questa giornata – spiega la responsabile Aifvs  Anna Barbieri – è stata voluta con forza da tutte le associazioni mondiali per le vittime della strada, per accendere un faro e riflettere sulla gravità del problema delle stragi stradali, che rappresentano la prima causa di morte per la fascia di età tra gli 11 e i 24 anni, con un grave impatto anche sulla sanità pubblica». La Giornata è stata istituita dall’Onu nel 2005 «con grande gioia della nostra associazione, operativa dal 2000» e nel 2017 è stata riconosciuta anche dallo Stato italiano. 
«L’obiettivo è promuovere la sensibilizzazione sociale, e far crescere la responsabilità condivisa, l’unica attraverso la quale i può sperare di porre un freno alle morti sulla strada». L’Europa, continua Barbieri, «ha chiesto a tutti i Paesi di dimezzare il numero delle vittime, che in Italia resta però ancorato a tremila annui, e a Ferrara va anche peggio, perché nel 2024 le vittime sono aumentate del 32%. Quest’anno, in un solo giorno (l’11 ottobre ndr) ci sono stati quattro deceduti, e sei in meno di una settimana (dall’11 al 17 ottobre ndr). Si può morire per un ideale, per un atto di eroismo, ma non perché qualcuno si è distratto, ha bevuto troppo, si è drogato, andava troppo veloce, non ha rispettato una precedenza o ha fatto un sorpasso azzardato», rimarca Anna Barbieri, esprimendo anche forti perplessità «per il patrocinio e il sostegno istituzionale dati a manifestazioni che promuovono il bere, soprattutto che cadono proprio in corrispondenza di una giornata come questa. Si stanno facendo campagne di educazione stradale per i giovani, ma non basta, si devono coinvolgere di più gli adulti e agire sui motivi che rendono le strade il luogo più insanguinato, e fare prevenzione». La parola chiave, aggiunge, è «responsabilità condivisa, un senso di responsabilità comune da parte degli utenti ma anche delle istituzioni, il cui dovere è quello di informare, educare, promuovere e diffondere stili di vita sani e corretti».
Un’urgenza resa concreta dai dati dell’Osservatorio regionale che ha fotografato l’andamento del numero di incidenti, vittime e feriti dal 2019 al 2024. Le uniche flessioni significative si registrano nel 2020, anno della pandemia, mentre nel 2023 c’era stato un calo del totale delle vittime, seguito però da una drammatica ripresa l’anno successivo, con 29 deceduti. Di questi, 21 erano conducenti del mezzo coinvolto, uno era trasportato e 7 erano pedoni. 
Anche il numero dei sinistri stradali resta costante (sempre con l’anomalia del 2020) senza mai scendere sotto mille e con un picco l’anno scorso di 1.152. Molto alto - e stabile - anche il numero dei feriti, che l’anno scorso sono stati 1.459 per un costo sociale compressivo di quasi 133 milioni di euro, inferiore, nel periodo preso in esame, solo al 2019 quando l’impatto sociale determinato dagli incidenti e dalle loro conseguenze era stato di 140milioni. 

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