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L’Ars et Labor si presenta e la Ovest canta

Sergio Armanino
L’Ars et Labor si presenta e la Ovest canta

La presentazione della squadra ai tifosi allo stadio Paolo Mazza

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Ferrara Non c’è niente da fare, come la Curva Ovest non ce n’è. Le vibrazioni che sa dare il tifo biancazzurro, per quanto ieri fosse a meno della metà del suo massimo potenziale, sono straordinarie. E chissà l’impatto che hanno avuto sui giocatori della nuova Ars et Labor e poi avranno sui loro avversari. Intanto, anche ieri hanno fatto tremare i vetri alle finestre attorno al “Paolo Mazza”, con una potenza di decibel che Ferrara ben conosce.

L’hanno appena scoperta i giocatori di mister Stefano Di Benedetto e lo stesso tecnico, ieri alla passerella davanti a quel dodicesimo uomo potente e innamorato.

«Ogni partita dovete sputare sangue», hanno ammonito con il megafono quando è stato il turno dei tifosi parlare alla squadra. Non una minaccia, ma una spinta e un rendere tutti consapevoli di dove sono arrivati, al cospetto di chi giocheranno. Ma ripartiamo dall’inizio.
 

La serata si apre con i tifosi a presentarsi. «Noi siamo la Curva Ovest!»: il coro squarcia il cielo sul “Mazza” in tutta la sua forza identitaria.

Alessandro Sovrani conduce la sfilata e a uno a uni chiama i giocatori: prima i portieri, poi i difensori centrali e gli esterni. Quando è il turno del capitano, l’annuncio è lasciato alla Ovest: sovrani chiama Giuseppe, la Curva risponde Iglio. A ruota la standing ovation per Tommaso Occhi, unico ragazzo uscito dal vivaio spallino e da queste parti è un merito arrivare da lì e approdare in prima squadra. Nella pausa s’inserisce fortissimo il coro “Forza Spal”, anche se quella storia adesso è sospesa. A seguire, centrocampisti e attaccanti: quando le chiamate sono finite, in campo ce ne sono due in più.
 

Sono Nenad Stoskovic, difensore centrale serbo classe 2002 ex Rosetana, e Mattia Lanza, attaccante del 2008 ex giovanili Palermo.
 

È il turno del fautore del mercato biancazzurro (che non è finito, ma si completerà la prossima settimana) e la Ovest gli strappa un battito di cuore: «E facci un gol, e facci un gol, Mirco Antenucci facci un gol...». Poi, come non bastasse a fargli correre un brivido lungo la schiena, parte «Un capitano, c’è solo un capitano...». Il diesse risponde con il linguaggio dei tifosi: «la gente come noi non guarda la categoria e la vostra presenza lo dimostra. Ci si batte, con una società diversa, con una squadra diversa».
 

A Ferrara si dice “come invitare un’oca a bere”: la Ovest risponde con il coro “La gente come noi non molla mai!”.

Sfila lo staff tecnico, per ultimo il mister, che di piazze ne ha girate, ma Ferrara si fa notare: «Grazie – la sua prima parola ai tifosi –, è un grandissimo onore stare davanti a voi, per e per i ragazzi. È importante avervi vicino sempre, insieme possiamo fare tutto», chiude Di Benedetto.
 

A ruota l’annuncio che è stata superata quota mille abbonamenti, ieri alle 19 in verità ampiamente, erano ben 116, e la Curva si rimette a cantare, stavolta dopo aver chiamato tutti vicino, braccia alzate e insieme. Poi, promette: «In ogni stadio noi ci siamo, non vi molliamo mai».
 

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