Basket Cento, Davis nuovo capitano della Sella: «Non potevo che restare»
Lo “Chef” è tornato più carico di prima e punta in alto
Cento Stacy Davis è sbarcato in quella che di fatto è ormai diventata la sua seconda casa con una carica in più: quella di capitano della Sella 2025/26. Il giusto riconoscimento all’ala trentenne di San Diego, California, dopo una prima stagione da leader vero, in campo e nello spogliatoio, dove si cementa il gruppo. A Cento, nel suo debutto italiano, Davis in un campionato ha messo in mostra tutto il suo repertorio: quello da mezzo lungo, quello da ala piccola in uscita sul perimetro dopo il blocco, quello da tiratore senza ritmo quando l’azione ristagna e urge l’invenzione, a tratti anche quello del palleggiatore, con proprietà e controllo invidiabili anche dai playmaker. Un repertorio da giocatore “all around” che si è presto sposato con le ambizioni, gli obiettivi e le necessità della squadra di coach Di Paolantonio e che ha fatto innamorare di lui il pubblico biancorosso, che presto lo ha incoronato come il miglior straniero visto a Cento in maglia Benedetto XIV: per qualità e per quanto sia decisivo in campo, per non tirarsi mai indietro quando la palla scotta.
Dopo una stagione così in grande stile, con gli occhi di tanti puntati addosso e richieste che saranno senz’altro arrivate, in pochi pensavano che la sua permanenza all’ombra del Guercino potesse prolungarsi ancora. Ma lui a Cento è stato così bene e si è sentito così apprezzato, che in fondo non l’ha mai messa in dubbio. Fin dal primo giorno in cui ha fatto ritorno negli Usa. La società, ben conscia di quanto importante fosse la sua conferma anche sulla decisione finale dell’altro americano Devoe, ha fatto uno sforzo.
Ed eccolo qui, Stacy Davis atto secondo: «Onestamente io qui a Cento mi sono sentito come a casa, da subito – dichiara il nuovo capitano della Sella –, ho incontrato un’ottima organizzazione, in campo e fuori dal campo. A Cento mi hanno sempre trattato davvero bene. Qui io mi sono divertito, ho trascorso del tempo con i miei compagni di squadra, ho avuto un buon rapporto con gli allenatori. Insomma, sono stato proprio bene. Prima di ritornare a casa e anche prima di prendere la decisione di restare alla Sella, ho avuto modo di confrontarmi con Gabe Devoe su un eventuale ritorno di entrambi a Cento: ho pensato che sarebbe stato bello, per l’organizzazione che ci eravamo dati in campo, visto quello che siamo riusciti a fare nella seconda metà della stagione, quando ci siamo trovati davvero bene l’uno con l’altro. Quindi, perché no? Io non ci ho pensato due volte, a questo punto della mia carriera quello che volevo era trovarmi in un posto dove mi sentissi a mio agio e qui mi sento davvero a mio agio: qui mi sento amato, quasi insostituibile. A queste condizioni è difficile andare da qualche altra parte. E poi, qui mi hanno fatto sentire come a casa».
Ecco il capitano sul suo modo di giocare, che ha fatto innamorare la gente e si addice perfettamente alla piazza di Cento, sulla nuova squadra, sul suo essere un leader e sui nuovi obiettivi stagionali che vorrebbe raggiungere con la squadra: «Sì, è vero che qui posso esprimere questo mio modo di giocare, ma sempre nel piano degli accordi con la squadra. Mi sono sentito davvero a mio agio con l’allenatore, con l’organizzazione che ha dato e questo mi ha permesso di farlo ed esprimermi così. Il mio obiettivo in campo è sempre aiutare l’organizzazione e aiutare la squadra in tutti i modi possibili. Non è sempre possibile farlo, da altre parti avrei potuto trovare difficoltà a esprimermi e mostrare il mio gioco. Qui sento fiducia, sto bene e penso di aiutare la squadra con il mio modo di giocare, ma sempre nel piano partita. Io leader? Lavoro ogni giorno per esserlo in campo e nello spogliatoio, dove nasce il gruppo. Adesso stiamo lavorando sodo ogni giorno per migliorarci, siamo all’inizio e siamo tutti come degli studenti: ci stiamo impegnando moltissimo, stiamo già migliorando ogni singola giornata. Mi piace come siamo adesso, stiamo bene, siamo sani e sarebbe davvero bello fare un passo in avanti nella classifica rispetto all’anno scorso, lavoriamo per questo». La Sella con Davis ha anche il suo “Chef” una passione per l’arte culinaria già emersa lo scorso anno. Se dall’altra parte dell’oceano lo stesso soprannome è stato affibbiato a Stephen Curry per la sua abilità nel tiro paragonata alla preparazione di un piatto da chef, Stacy Davis, oltre ai canestri (con tutte le dovute proporzioni, ovviamente), i piatti da mangiare li prepara per davvero e con una certa arte. Così, dopo il suo ormai famoso risotto, svela quale sarà il prossimo piatto da servire, magari ai suoi compagni, senz’altro più complicato da preparare: «Quest’anno voglio imparare a cucinare le lasagne, un altro piatto che mi piace moltissimo. Mi voglio impegnare per riuscire a cucinarle». Un’altra sfida oltre il basket per il tutto fare della Benedetto XIV. Tornato a Cento da leader. E da nuovo capitano.