Ars et Labor, un avvio in altalena: «Qui bisogna segnare e resistere»
L’analisi della vittoria a Santarcangelo con lo Young e le parole dei protagonisti. La stagione “facile” non ci sarà, ma s’inizia a vedere l’atteggiamento giusto
Ferrara Al secondo tentativo è arrivata la tanto attesa prima vittoria in campionato dell’Ars et Labor, che domenica si è imposta sul campo dello Young Santarcangelo per 1-0. Una cosa sembra certa, da quel che è emerso in quest’inizio stagione: chi pensava di vivere una stagione “facile”, nella quale i biancazzurri dispensassero 3-4 gol a chiunque gli capitasse a tiro, dovrà per forza di cose ricredersi.
La squadra messa in campo in Romagna da mister Di Benedetto ha tutto sommato meritato la vittoria, visti anche i due legni colpiti nel primo tempo da Carbonaro e Cozzari, ma ha faticato e in un paio d’occasioni ha anche rischiato di essere ripresa. Fortunatamente ci ha pensato un super Giacomel a salvare il risultato, coprendo completamente lo specchio della porta sull’occasione capitata sui piedi di Vitucci. Sul grande intervento del portiere ha scherzato così Ricci: «Sta lì per quello», dice ridendo il 10 biancazzurro, ma poi aggiunge che «è stato bravissimo a tenere il risultato inchiodato sull’1-0. Noi abbiamo creato molto, con un pizzico in più di lucidità ci saranno anche più gol».
Serviva la vittoria e la vittoria è arrivata. Ora sarà compito dell’allenatore riuscire a limare quegli aspetti su cui vi è ancora da lavorare. Una dinamica sicuramente da migliorare è la qualità delle scelte sulla trequarti avversaria, perché in più di un’occasione l’Ars et Labor è arrivata nella zona calda senza però riuscire a trovare la giocata o il guizzo per far male all’avversario.
Il problema della leziosità è stato affrontato anche nel post partita con l’autore del gol, Malivojevic: «È un campionato difficile. Sono consapevole – dice l’italo-serbo – che alcune volte possiamo sembrare leziosi, però secondo me è anche una maniera per agevolare la fase offensiva. Sicuramente serve un po’ più di determinazione e cercare di fare qualche gol in più».
Va tuttavia ricordato che la squadra non è e non può essere ancora al top della condizione fisica e alla fine del suo percorso di costruzione tecnico-tattica, per quello ci vorrà ancora un po’ più di tempo (speriamo non troppo), come affermato sempre dal fantasista ex Parma e Vicenza: «Sicuramente non siamo ancora al 100%, detto questo non saprei dare una percentuale precisa. Sicuramente possiamo fare meglio e la condizione piano piano arriverà. Non abbiamo giocato molte amichevoli prima d’iniziare la stagione, quindi i minuti nelle gambe sono quelli che sono al momento. Sono sicuro che siamo attrezzatissimi per fare bene e non dobbiamo avere paura di niente e di nessuno».
Concetto ribadito anche dal più esperto compagno di reparto: «Loro hanno avuto una grande occasione – ammette Ricci –, ma noi abbiamo preso due legni e siamo arrivati tantissime volte sulla trequarti: ci è mancato l’ultimo spunto ma quello arriverà col tempo. L’obiettivo era uscire da questo confronto con una prova di carattere e l’abbiamo fatto: abbiamo segnato, abbiamo tenuto il campo e ci siamo difesi da squadra. Le squadre vincenti fanno questo».
Ora la testa deve però essere rivolta alla partita di domani sera, quando al “Mazza” arriverà la Comacchiese, per la gara valevole per la seconda giornata del girone 6 di Coppa Italia, partita che potrebbe essere già decisiva per stabilire chi sarà la capolista del girone, con i biancazzurri e i rossoblù vincenti al primo turno.
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