Ars et Labor Ferrara, solo un pareggio con la Comacchiese
Pareggio senza reti nel derby davanti a oltre 2mila spettatori: spallini male nel primo tempo, nella ripresa più pimpanti e con diverse occasioni ma il portiere Campi è insuperabile
Ferrara Primo tempo al piccolo trotto dove sono più le tifoserie a prendersi la scena tra cori e striscioni (esordio stagionale per l'apertura del settore ospiti con 204 comacchiesi) piuttosto che i 22 in campo. Chi vorrebbe giocare sono i due allenatori con Di Benedetto che gioca la partita con i suoi e Candeloro che si arrabbia più volte con i mediani, mandandoli anche a quel paese platealmente. Ma l'agonismo dei due tecnici non fa breccia nei giocatori che cercano di affidarsi a qualche sgroppata singola piuttosto che al gioco corale.
Ne esce un primo tempo soporifero con l'Ars et Labor che arriva discretamente sulla trequarti ma poi manca sempre nell'ultimo passaggio o si affida a calci lunghi insignificanti e sbilenchi.
A parziale giustificazione c'è che la squadra schierata da Di Benedetto è ampiamente sperimentale con Chazarreta e Mazzali piazzati sugli esterni e l'inedito tandem centrale Stoskovic-Casella a gestire le sgroppate di Brito. In mediana Leo Mazza fa il play, Di Bartolo va a caccia di palloni e Prezzabile dovrebbe essere l'incursore: è sua l'unica grande occasione del tempo, cross di Iglio (nel frattempo subentrato all'infortunato Chazarreta), controllo di petto pessimo dentro l'area piccola e impatto con la palla assai scadente. Non che i compagni davanti facciano meglio visto che Gaetani gira largo dall'area, Gabriele Mazza fa l'ariete ma Fiorini e Temporin apprezzano il duello fisico e Barazzetta non si conferma brillante e pimpante nel far male a sinistra.
L'epilogo è scritto: 2 angoli spallini e uno per la Comacchiese, un'uscita così così di Giacomel che abbranca la palla dopo averla persa e null'altro. La Ovest non gradisce e al 47' arriva un avvertimento canoro "Noi vogliamo gente che lotta".
Il messaggio arriva forte e chiaro nello spogliatoio biancazzurro e in effetti la ripresa è più brillante e pimpante anche - forse - grazie ai cambi con Senigagliesi e Juan Chazarreta che entrano per gli spenti Gaetani e Barazzetta. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma almeno il predominio territoriale e anche una clamorosa traversa centrata da Leo Mazza su punizione (67') su cui i compagni non riescono a trovare il tap in giusto. Poi ci prova Senigagliesi (72') con un bolide da lontano su cui Thomas Campi ci mette i pugni e Chazarreta spara (75') ma il portiere lagunare si fa trovare pronto come del resto lo è di nuovo su Mazza, prendendosi di diritto la palma di migliore in campo che ribadisce all’ultimo istante su Chazarreta.
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