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Non solo Maurelli, Rambaldi e Antenucci. Altri tre olimpionici ferraresi per il viaggio della Fiamma

Sergio Armanino
Non solo Maurelli, Rambaldi e Antenucci. Altri tre olimpionici ferraresi per il viaggio della Fiamma

Di Tora (nuoto) anticipa tutti nella tappa bolognese del 6 gennaio a San Lazzaro verso i Giochi invernali di Milano Cortina. Jessica Rossi (trap) e Martina Santandrea (ritmica) il 7 saranno a Ferrara

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Ferrara Altre due olimpioniche si aggiungono alla lista ufficiale di tedofori per la tappa ferrarese della Fiamma olimpica di Milano-Cortina. Si tratta di Jessica Rossi e Martina Santandrea, entrambe con contaminazioni bolognesi, ma che all’interno dei confini provinciali hanno radici profonde. La tiratrice al volo, medaglia d’oro alla rassegna a cinque cerchi di Londra nel 2012 nel trap femminile, occasione in cui ha conquistato anche il record del mondo con 99 piattelli colpiti su 100, è infatti nata a Cento, essendo di famiglia renazzese, per poi spostarsi a Crevalcore. La farfalla, medaglia di bronzo a Tokyo 2020 (quindi nel 2021...) con la Nazionale italiana di ginnastica ritmica, è invece nata a Bentivoglio, ma, al pari della sua capitana Alessia Maurelli, a Ferrara è sbocciata sportivamente alla scuola dell’Estense Putinati, con l’insegnante Livia Ghetti che le ha poi proiettate nella sfera azzurra, dove hanno raggiunto traguardi di respiro mondiale.

Un terzo tedoforo olimpionico, lui sì ferrarese doc, ma non nella tappa estense del 7 gennaio, è poi Mirco Di Tora, che precederà tutti il giorno prima a San Lazzaro di Savena: l’ex nuotatore, specialista del dorso, partecipò all’edizione di Pechino 2008, ma fu a livello europeo che raggiunse i traguardi più prestigiosi, con tre ori e due argenti, oltre a ben 33 titoli italiani.

Il mistero dei tedofori

Quello dei tedofori, tuttavia, rimane una sorta di mistero. Al di là di quelli designati da Comune o Coni, quindi, oltre ai già citati, l’ex calciatore Mirco Antenucci e il campione del mondo in carica e argento olimpico 2024 sul quattro di coppia di canottaggio Luca Rambaldi, l’alone di mistero permane. Ottenere l’elenco dei ferraresi è stato sin qui impossibile, così come quello dei 43 atleti che percorreranno il tracciato cittadino e quello fra Delta del Po e Comacchio. Di alcuni sappiamo perché si sono svelati di propria iniziativa: dai colleghi Dario Cavaliere (ex rugbista, ma poi praticante di tante altre discipline, dal calcio allo sci) e Mirko Rimessi (pattinatore specialista nelle lunghe distanze, ha conquistato il Giro dell’Austria 2010 e, più recentemente, nel 2024, la 24 ore di Le Mans nella specialità quad), entrambi alla seconda esperienza con la Fiamma olimpica, all’ex maratoneta Fausto Molinari, passando per il karateka Sergio De Marchi alla sollevatrice di pesi Azzurra Bovina. Tranne quest’ultima, però, tutti inspiegabilmente assegnati a territori romagnoli.

Aspettando la Fiamma

Ci sarà un’anteprima all’evento: l’incontro “Aspettando la Fiamma a Ferrara”, dedicato al legame profondo tra i valori dello sport e la solidarietà del dono del sangue. L'appuntamento è per lunedì 5 gennaio alle 11, all sala "Silvio Carletti" dell’Avis provinciale in corso Giovecca: insieme all'atleta olimpico Luca Rambaldi e ai medici di Avis, ci sarà un approfondimento su come il fuoco di Olimpia e il dono del sangue rappresentino simboli universali di pace e altruismo.

L’itinerario

Torniamo a mercoledì, quando la torcia sarà prima nel Parco del Delta del Po, dove arriverà in barca: dalle ore 13.15, alla stazione di pesca Bellocchio nelle Valli di Comacchio, i tedofori scenderanno in barca lungo il canale dell’omonima località di pesca per arrivare all’inizio dell’Argine degli Angeli, il fascinoso percorso ciclo-pedonale che si sviluppa per oltre 5 chilometri nella distesa d’acqua della Valli. Il capovalle Samuele Burattoni governerà la barca sulla quale il funzionario del Parco Filippo Baldassari porterà la Fiamma olimpica: ad attenderla sull’Argine degli Angeli quattro tedofori che a piedi si alterneranno lungo il percorso fra acque e cielo in un sito di grande bellezza. Una sintesi di significati in cui la natura, nel suo splendore invernale, diventerà lo scenario ideale per la Fiamma olimpica e paralimpica. Le vibrazioni crescono, la sensazione di essere coinvolti in un evento di caratura mondiale si fanno sempre più nitide con l’avvicinarsi della data fatidica.

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