Rimini è un osso duro. La Sella Cento resta in scia poi deve inchinarsi
La Benedetto lotta per 30’ ma la difesa e la forza degli esterni di casa sono decisivi. La Dole Rimini resta al primo posto
Rimini Lotta per 30’ la Sella al “PalaFlaminio” contro una Dole Rimini oggi troppo forte per Cento. E troppo forte anche per molti altri, visto che è capolista. Più fisica, profonda e talentuosa: non per niente la squadra di coach Dell’Agnello è una delle maggiori candidate al passaggio diretto nella categoria superiore. La Sella, nell’occasione, paga poi anche la serata no del suo primo terminale offensivo, il capitano Stacy Davis: la difesa fisica, per stazza e intensità, in ogni reparto, concedono poco o nulla all’attacco ospite, che si ferma a percentuali insufficienti, specialmente da oltre l’arco, dove non raggiunge neppure il 30%. Per contro, le triple degli esterni di Rimini a ogni minimo tentativo di reazione di Berdini e soci tolgono sempre le castagne dal fuoco, con canestri di qualità eccellente. Fisicità estrema Dole, in ogni reparto, dicevamo. Sia tra le guardie, con un Marini intenso, preciso al tiro, presente a rimbalzo. Sia tra i lunghi, con Camara e Simioni che attaccano il ferro.
La cronaca
Mentre Rimini è in confidenza con il tiro da tre dei vari Marini, Leardini, De Negri, segnare contro una difesa fisica e attenta è un’impresa, 18-8 dopo 5’. La Sella si difende come può, con i giochi a due tra Berdini e Moretti, con un paio di penetrazioni di Devoe, i primi canestri di Davis, che però non trova continuità; quanto basta per rientrare un po’ dopo un avvio piuttosto complicato. Non così shock come all’andata, ma nemmeno così positivo, 22-17 dopo 11’, prima della fiammata Dole con l’ex Ferrara Sankare scatenato in transizione a inchiodare per due volte e Tomassini con la squadra in pugno a gestirne a piacimento i ritmi, che porta al 37-21 al 15’. È il momento peggiore della Sella, che tira male e concede troppi secondi possessi alla squadra di casa. Con una differenza atletica così netta è arduo fare di più. Eppure c’è una reazione, perché, nonostante Rimini sia più forte e in vantaggio, con la partita saldamente in pugno, questa Benedetto non molla, nemmeno stavolta. Entra Arletti con la faccia e la mira giusta, crescono Conti e Berdini, il migliore tra i biancorossi, che sfida i colossi nel pitturato, e lo svantaggio al riposo lungo scende sotto la doppia cifra. Tutto sommato non è male in casa della capolista in striscia da 7 giornate.
Ci sono 6 punti da recuperare dopo il ritorno sul campo, ma il tema è preciso: si procede così, con fiammate di Rimini che scopre una volta per tutte il talento di Sankare, sbocciate nelle fila vissine estensi, e reazioni della Sella, che di mollare ancora non ne vuole sapere, anche perché finalmente entra qualche tripla, 47-40 al 25’e Berdini a menare le danze. Ma qui basta distrarsi per un paio di giri di lancette e gli esterni terribili di Rimini colpiscono tutti a ripetizione dal perimetro, scavando un nuovo solco di 15 punti e la partita adesso inizia a scivolare via, così come le energie dei giocatori. La Sella non deve disunirsi e terminare la partita a testa alta, anche quando l’ex Tomassini nell’ultima frazione, a partita ormai segnata, segna altre tre triple di fila in pochi minuti, mettendo la parola fine al derby. Rimini ha condotto dall’inizio alla fine contro una Benedetto generosa, ma a cui è mancato qualche riferimento, 81-57 al 35’. Poi è garbage time e c’è spazio per tutti, anche per i più giovani da una parte e dall’altra a chiudere un match con poca storia. Finisce 88-66.
C’è poco da dire se non che oggi per la Sella è troppo forte questa Rimini. Testa alla prossima, sabato 17 gennaio alla Baltur Arena con Cividale. Altra gara difficile, ma sicuramente più alla portata.
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