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Calcio – Eccellenza

Ars et Labor tradita dalle punte. Una giornataccia sotto porta

Tommaso Schwoch
Ars et Labor tradita dalle punte. Una giornataccia sotto porta

Moretti spaesato, Carbonaro impalpabile e Piccioni al buio. Nessuno riesce a saltare l’uomo: senza Senigagliesi, cercasi dribbling

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Ferrara Tanta amarezza, zero scuse. È emerso soprattutto questo nel post partita della sfida di domenica contro lo Young Santarcangelo, a prova del fatto che allenatore e giocatori si sono resi conto che i bonus sono davvero finiti. Erano stati proclamati tanti buoni propositi per il 2026 dell’Ars et Labor: «Siamo motivati e affamati per fare un girone di ritorno migliore, non vogliamo regalare niente a nessuno». Queste erano state le parole di Di Benedetto dopo l’amichevole con l’Adriese, ma sul campo del “Mazza” questa grande motivazione non si è vista, anche se bisogna dare atto alla squadra di aver, per l’ennesima volta, ripreso la partita quando sembrava ormai tutto finito. Hanno fatto un po’ discutere alcune scelte relative alla retroguardia: tra i pali non era presente Giacomel ma il giovane Luciani, decisione che alimenta le recenti voci di un possibile allontanamento dalla terra estense da parte del portiere veneto.

«Sono state tutte scelte tecniche – tampona il mister –. Iglio ha avuto la febbre, è rientrato solo giovedì. Per quanto riguarda Occhi e Luciani ho voluto dare continuità alle buone prestazioni che avevano offerto contro il Pietracuta, oltre che per i tanti impegni che avremo nelle prossime settimane». Alla fine Luciani ha fatto il suo dovere (nulle le responsabilità sul gol) e anche Occhi ha offerto una discreta prestazione contando la giovane età e l’emozione per l’esordio titolare in campionato.

Meno bene Mambelli, ma neppure il titolare della fascia Iglio ha fatto meglio dopo l’ingresso in campo. Davanti, invece, il problema è sembrato evidente: senza Senigagliesi non c’era un giocatore in grado di saltare l’uomo, che sia con un dribbling o in velocità, caratteristiche che una squadra che lotta per il vertice dovrebbe avere, soprattutto se sfoggia la maglia biancazzurra. «Ho sacrificato Malivojevic – afferma l’allenatore – per far entrare Barazzetta, il ragazzo ha portato vivacità, ma in generale è mancata imprevedibilità sugli esterni».

E poi c’è il capitolo Moretti: dei quattro ruoli offensivi, quella di esterno destro è probabilmente la posizione che ricopre con meno sicurezze. Carbonaro ha più volte detto di sentirsi meglio sulla fascia sinistra – anche se la sua ultima prestazione ha lasciato a desiderare –, ma lui svolge una funzione da ala atipica e il dribbling e le scorribande laterali non sono nel suo bagaglio tecnico. Da qui partono i motivi per cui la squadra, come ammesso dal mister, è risultata prevedibile e bloccata. Infine, molto negativa la prova di Piccioni: aveva iniziato bene, con qualche sponda e un gran colpo di tacco per la conclusione di Carbonaro, ma poi il buio totale e nella ripresa è arrivato in ritardo su tutti i palloni.

Intanto il Mezzolara allunga in testa a +4, mentre l’Ars et Labor si ritrova per l’ennesima volta in questi pochi mesi a dover far quadrato e correggere gli strafalcioni che rischiano di compromettere l’obiettivo finale. l