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I rigori scacciano l’imbarazzo. Ars et Labor in finale di Coppa Italia

Tommaso Schwoch
I rigori scacciano l’imbarazzo. Ars et Labor in finale di Coppa Italia

I biancazzurri vincono col Brescello Piccardo solo dopo la lotteria dagli 11 metri: un’altra prestazione da dimenticare

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Brescello (Re) Dopo una delle partite più brutte della stagione l’Ars et Labor guadagna la prima finale della sua giovane storia. Minima resa massimo risultato, verrebbe da dire, perché la vittoria sul Brescello Piccardo è arrivata solo ai calci di rigore. Non la prestazione che ci si aspettava, tanto più dopo il goffo pareggio contro lo Young Santarcangelo, ma è bastata per staccare il pass per la finale del prossimo 31 gennaio.

La cronaca

La partita inizia viva e dura, con gli avversari che mettono subito in chiaro come l’Ars et Labor dovrà sudarsi il passaggio del turno più del dovuto. Con qualche minuto di ritardo, invece, anche gli ultras fanno il loro ingresso allo stadio, iniziando subito a farsi sentire. La prima grossa occasione dell’incontro arriva dopo neanche 10’ grazie al suggerimento di Carbonaro per Piccioni in profondità: il numero 28 riceve palla e avanza, ma il suo tiro viene respinto in angolo da Aimi. L’altra grande occasione della prima frazione avviene a cinque minuti dalla fine, con Ricci che dalla distanza fa partire un bolide alto di poco. In mezzo, tanta battaglia e una conclusione alle stelle di Carbonaro, oltre a qualche tentativo del Brescello che trova l’unico tiro in porta col colpo di testa di Contini, bloccato prontamente da Giacomel. Un cupo primo tempo volge dunque al termine, coi tifosi che chiedono un qualcosa in più alla squadra nel secondo tempo.

La ripresa si apre con i ritmi molto bassi e nel primo quarto d’ora l’unica giocata degna di nota è la punizione di Senigagliesi, finita comunque molto lontano dalla porta. La prima grande occasione per gli ospiti arriva al 64’: parapiglia in area e palla che arriva a un Ricci solissimo. Sulla sua conclusione è provvidenziale Buffagni, il difensore salva e mette in angolo. Scocca la metà della frazione ed ecco la chance più incredibile del match: altra punizione di Senigagliesi, questa volta il tiro è potente e preciso ma Aimi compie un intervento prodigioso per togliere la palla dall’incrocio dei pali. Per provare a smuovere la situazione Di Benedetto toglie Ricci e mette Moretti: si passa al 4-2-4, ma neanche così la squadra riesce a sbloccarsi e creare qualcosa. Con i tre fischi l’arbitro mette fine ad una partita da dimenticare, lasciando il verdetto finale alla lotteria dei calci di rigore. Per l’Ars et Labor segnano Malivojevic, Piccioni, Moretti, Cozzari e Senigagliesi. Dall’altro lato, per il Brescello, realizzano Mastaj, Bouhali, Buffagni e Truffelli, mentre Fomov si fa ipnotizzare da Giacomel, sancendo la sconfitta dei gialloblù. Ora non resta che aspettare un paio di settimane, poi l’Ars et Labor potrà giocarsi l’opportunità di essere incoronata regina del girone emiliano romagnolo. 

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