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Ars et Labor, il ds Federico: «Serviva qualità, dobbiamo andare in serie D»

Tommaso Schwoch
Ars et Labor, il ds Federico: «Serviva qualità, dobbiamo andare in serie D»

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Ferrara Dopo aver annunciato l’esonero di mister Di Benedetto nel post partita della sfida contro il Medicina Fossatone al “Paolo Mazza”, il diesse Sandro Federico è tornato ai microfoni, stavolta della sala stampa in sede, per presentare la nuova guida tecnica biancazzurra.

«Siamo qui a presentare il nuovo mister: Carmine Parlato. La decisione è stata presa dopo la sofferta scelta di separarci da Stefano Di Benedetto – afferma in apertura il direttore –, di cui abbiamo un grande rispetto. Con il mister abbiamo vissuto un percorso insieme, condividendo tanti sacrifici e momenti non semplici. In accordo con la proprietà, abbiamo ritenuto che ci fosse bisogno di fare un salto di qualità».

Il diesse ha quindi analizzato la situazione, che è di partenza per la nuova gestione tecnica: «La distanza di 6 punti dal Mezzolara è assolutamente recuperabile e ne siamo fortemente convinti, avendo anche lo scontro diretto in casa. Sabato abbiamo già una partita fondamentale, perché rappresenta una delle vie per salire in serie D».

Ed ecco il direttore sul novo tecnico: «La scelta di Parlato è data dal fatto che la proprietà vuole dimostrare di avere idee e obiettivi chiari: vincere il campionato in tutti i modi. Carmine è abituato a vincere i campionati e militare in categorie importanti. Sono straconvinto che con lui si possa aprire un ciclo importante».

Piccola parentesi sul tema della vicinanza della società, argomento assai delicato, visto il recente passato biancazzurro: «La proprietà è sempre presente. Con Andres parlo spesso e altrettanto spesso è qua con noi, voi non lo vedete apparire pubblicamente, ma c’è. Ha una grande passione per l’Ars et Labor: in testa ha tanti progetti e tante cose che capirete in futuro. Vuole fare crescere questa società, ma ora la priorità sono i risultati di campo».

Era ormai da diverso tempo che il rapporto tra mister Stefano Di Benedetto e la piazza si era irrimediabilmente incrinato, situazione che fa presupporre come i contatti con Parlato fossero iniziati già da qualche periodo: «Da operatore in questo mondo – ammette Federico –, mi muovo continuamente e cerco di sondare qualsiasi possibilità che riguardi calciatori o allenatori, con Parlato ci eravamo sentiti anche in passato. Eravamo fermamente convinti di continuare con Di Benedetto, con il Medicina c’è stata anche una grande prestazione e dobbiamo continuare così. Secondo me, la squadra sta mostrando solo il 60% delle proprie qualità, dobbiamo arrivare almeno all’80 o 90%. Se arriviamo a questa percentuale, vinciamo tutte le partite. Non basta più la prestazione importante, serve più cattiveria e attenzione, come ad esempio nelle palle inattive. Ieri, dopo la partita, mi sono sentito con Parlato e abbiamo accelerato. Lui ha mostrato grande disponibilità e lo ringrazio per questo, penso sia davvero l’uomo giusto anche per il futuro. È l’allenatore giusto: qua serve uno che capisce la piazza, abituato alle pressioni e abituato a vincere».

Per un Di Benedetto che va, uno staff che resta: ad affiancare parlato ci saranno ancora il viceallenatore Matteo Piraccini, il preparatore atletico Damiano Ansaloni e il preparatore dei portieri Simone Salatin .

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