L’Adamant Ferrara torna alla vittoria
Coach Sacco festeggia l’esordio sulla panchina estense. Fanno sperare la fase difensiva ben organizzata e una grinta di squadra ritrovata
Ferrara Coach s.o.s (tre punti, tre linee, tre punti) mette nel Sacco la prima vittoria alla guida dell’Adamant e dà ossigeno ad una formazione estense che da due mesi a questa parte boccheggiava.
Ferrara piega Fabriano (73-54) in un match dall’odor di salvezza ed inizia come si doveva (e ci si attendeva) il nuovo corso di Giancarlo Sacco (ieri compleanno numero 69: auguri) che a inizio scorsa settimana ha preso il posto dell’esonerato Giovanni Benedetto. E con il successo, l’Adamant mette un piacevole cuscinetto con la Ristopro (4 punti; più la differenza canestri, avendo perso di 1 solo punto all’andata) e per ora si distanzia dalla zona playout. Insomma, la “prima” del nuovo entrenador (che negli anni s’è appuntato la coccarda del subentrante che ripara e rigenera) ha infilato nel paniere della Bondi Arena diversi sorrisi.
Lievi seppur sostanziali variazioni già nel quintetto e nella filosofia del roster: Pellicano play e Pierotti considerato guardia. Per 6’ avvio leggermente teso: più “ciapanò” che palla al cesto. Sacco tenta col quintetto leggero con “captain” Marchini assieme a Pierotti-Pellicano (poi Caiazza, rispolverato dall’oblio delle ultime settimane) e Tio. Ma l’Adamant non segna mai e va sotto di 11 (4-15) al 9’. Bene la difesa, ma l’arido 25% dal campo è zavorra. Verso fine parziale il primo risveglio: break di 9-0. Dopo si aggiunge un più ampio 14-2 a cavallo del 2º quarto e vantaggio ferrarese (18-17 al 13’). Lentamente l’inerzia cambia.
Piacevole novità: Renzi attacca anche da dentro l’area e non più dalla periferia dell’impero. Col contributo di Casagrande, l’energia di Solaroli e Tio ecco il turbo Adamant: 35-22 al 18’. Per Ferrara oltre alla difesa (davvero intensa con Pellicano e Caiazza mastini sull’ex Romondia) e ai rimbalzi, adesso si aggiunge l’attacco salito al 43% (40-24 all’intervallo).
Fabriano non riesce ad avvicinarsi al canestro: è costretto a tirare tanto e male da 3 punti (7/31 per un 23%). L’Adamant invece è tutta grinta: Tio e Solaroli super sui palloni vaganti. Implacabili dentro il “pitturato”. Il margine è da vertigine: +20 (52-32). Con 56-41 al 30’. L’ultimo mini tempo serve per registrare il +21 (62-41 al 33’). Il resto è gestione e limatina alle statistiche.
Chiaro: Fabriano non era avversario irresistibile a prescindere, ovviamente s’è vista una piacevole reazione estense. Spirito diverso (col cambio di allenatore sovente avviene) e anche gestione dell’organico modificata. In cinque giorni a guida Sacco era arduo pretendere tanto altro. Si è anche rivista una bella curva dopo qualche settimana di freddezza. Sul piano puramente tattico, se la difesa mantiene tale livello c’è già una base interessante. Il resto potrà essere aggiunto allenandosi, palleggiando e andando a prendersi il vento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
