Ars et Labor, niente passi falsi. Parlato debutta e non può fallire
A Correggio finale di Coppa Italia contro la corazzata Nibbiano
Ferrara Sembra lontanissimo quel fine agosto 2025, quando la neonata Ars et Labor faceva il suo storico esordio nella prima ufficiale di Coppa, vinta contro il Mesola in un clima di rinnovato entusiasmo. Il percorso della competizione regionale “memorial Dorindo Sanguanini” si è poi sviluppato con alcune serate non brillantissime (un pareggio e una vittoria di misura contro Comacchiese e Sant’Agostino), ma comunque utili al passaggio del turno.
E ancora il brodino degli ottavi contro lo Zola Predosa e i faticosi passaggi - in trasferta - contro Pietracuta e Brescello Piccardo, con parecchi nasi storti figli del deludente cammino del campionato, costato il posto a Stefano Di Benedetto. Ed ecco quindi che a sedere sulla panchina spallina nell’atto conclusivo della Coppa d’Eccellenza emiliano-romagnola toccherà a Carmine Parlato, neo allenatore biancazzurro, chiamato subito a un esordio complicatissimo.
Perché oggi pomeriggio sul campo neutro reggiano di Correggio ci sarà in palio un trofeo - con annesso pass alla fase nazionale - e perché l’avversario delle ore 15 sarà quel Nibbiano & Valtidone che da mesi viene descritto come autentica corazzata della categoria (e che in questo momento è in testa al più che competitivo girone A). I piacentini di montagna hanno raggiunto per il secondo anno consecutivo la finale e stavolta non vogliono sbagliarla. Anche perché ci sono arrivati battendo le altre big come Vianese e Mezzolara.
Il gruppo spallino arriva al confronto col pensiero del -6 accumulato nella corsa al primato del girone B, ma anche col dovere di dare una prima risposta concreta al cambio tecnico. Ora non ci sono più alibi, nemmeno per chi scende in campo (e nemmeno per il club, che tornerà sul mercato se Parlato lo riterrà opportuno e necessario). Il nuovo allenatore biancazzurro in questa prima settimana ferrarese ha lavorato ore e ore sui campi del “G.B. Fabbri”, andando spesso “over the time”. Tanti i ragazzi da conoscere, tante le cose da trasmettere (è stata elevatissima la cura delle palle inattive), ma anche questo primo impegno da affrontare con tutti i dettagli del caso. Solo con la perfezione si potranno piegare i ragazzi del collega Rastelli. E occhio alla tenuta fisica, perché in caso di parità al 90’ non si andrà direttamente alla lotteria dei calci di rigore, ma si passerà dai due supplementari.
Ad ogni modo l’obiettivo è alzare la Coppa e proiettarsi verso gli ottavi della fase nazionale – unica reale opportunità per salire in serie D – dove l’emiliana vincente oggi andrà a sfidare gli aretini della Sangiovannese (i toscani di Valdarno hanno già trionfato in regione contro la nuova Lucchese).
Parlato ha lavorato su alcuni concetti chiave in settimana, concentrandosi molto sul 4-3-3, guarda caso l’idea tattica iniziale che aveva animato il mercato estivo. Davanti a Giacomel non ci sarà Iglio (squalificato) e a destra Chazarreta potrebbe essere preferito a Mambelli. Dall’Ara, Casella e Mazzali dovrebbero completare il reparto. A centrocampo, se dovessero coesistere Cozzari e Malivojevic ci sarebbe solo un posto in cabina di regia (Ricci favorito su Mazza). Carbonaro e Senigagliesi attendono che sia sciolto il ballottaggio tra Piccioni e Moretti, col primo in vantaggio.
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