Ars et Labor dopo la finale persa. Parlato guarda oltre. Dall’Ara striglia la squadra
«Qui non possiamo permetterci questi errori»
Correggio (Reggio Emilia) Un primo tempo di gran livello e una ripresa da dimenticare. L’esordio di Parlato sulla panchina biancazzurra è stato a due facce: «Abbiamo preparato una partita importantissima in due giorni. Per un errore finale abbiamo pagato. La prestazione è stata positiva, con grande impegno mentale e fisico. Poi ci sono delle cose da correggere, ma complimenti al Nibbiano che ha passato il turno. Mercoledì abbiamo una partita importantissima, cerchiamo di buttar giù il boccone amaro e pensare alla prossima gara. La squadra ha le potenzialità per offrire una prestazione maggiore rispetto a questa. Nel calcio, quando si hanno occasioni, bisogna fare gol».
L’Ars et Labor è stata anche protagonista di un cambio modulo durante la partita e il mister ad un certo punto ha optato per il 3-5-2: «Volevo sfruttare al meglio le caratteristiche dei ragazzi, penso che l’esperimento sia piaciuto loro». Ora, però, l’attenzione di tutto l’universo biancazzurro deve essere sul campionato… c’è una rimonta da realizzare: «A prescindere dalle competizioni, penso sempre una partita alla volta. Dobbiamo recuperare le energie perché mercoledì abbiamo una partita importantissima».
I protagonisti Quando il risultato non arriva, è sempre Ricci a metterci la faccia, e anche questa volta non è da meno: «Abbiamo cercato di metterci subito a disposizione del mister. Ci ha chiesto cose nuove, abbiamo anche provato un nuovo modulo. Qui abbiamo dato una risposta importante contro una squadra forte. È un periodo dove paghiamo ogni minimo errore».
Parole dure e da capitano, invece, quelle uscite dalla bocca di Dall’Ara a fine partita: «Ora dobbiamo andare avanti e recuperare questi sei punti dal Mezzolara. Il Nibbiano ha avuto la meglio su un nostro errore: sono cose che ci portiamo dietro da un po’ di tempo e spesso non sono dovute a grandi azioni degli avversari, ma errori di concentrazione che in questa squadra non ci si può permettere. A 5 minuti dalla fine devi portare il risultato fino alla fine. Io voglio vincere, voglio arrivare primo, il secondo posto non mi interessa: questa è la mia mentalità e il pensiero che cerco di trasmettere ai miei compagni. Il secondo posto, per una squadra così non esiste, deve esistere solo il primo. In questa società il secondo posto è un fallimento, ognuno deve esserne consapevole. Quando sono arrivato qua, ad agosto, l’obiettivo era uno solo, non si parlava di playoff o altri discorsi. Dei 6 punti di distanza dal Mezzolara non mi interessa, ora abbiamo la possibilità di fare un bel filotto. Non c’è pressione, è un moto d’orgoglio giocare davanti a queste persone».
© RIPRODUZIO