Ars et Labor scivola al 3 posto: il Medicina sorpassa, classifica critica
Il Mezzolara vola a +9 sui biancazzurri con il tris di Salonia. Mercoledì a Comacchio urge vincere, poi serve tanto mercato
Ferrara Nessuna buona nuova dalla domenica pomeriggio del girone B. Il Mezzolara vola a +9 dopo la vittoria di Massa Lombarda, ma per l’Ars et Labor le brutte notizie si accentuano a fronte del sorpasso in classifica operato dal Medicina Fossatone.
Nel successo dell’attuale capolista vi è anche uno spunto che dovrebbe far riflettere (e non poco). Il Mezzolara è stato trascinato dalla tripletta di Simone Salonia, classe 2005 passato anche dalle nostre parti (Masi Torello Voghiera), giovane talento, nonché nome di rilievo nel panorama dilettantistico regionale. Profilo, di conseguenza, decisamente lontano dalla politica d’acquisto spallina - oggi coordinata da Sandro Federico, oltre che dai noti procuratori Triulzi e Piraino - che nei mesi hanno portato in via Copparo un sacco di giocatori da lontano che nulla conoscevano rispetto a questo campionato e a tutte le sue caratteristiche.
L’aggiornamento rispetto a quanto accaduto tra Massa Lombarda e Mezzolara è un dovere di cronaca sportiva, visto che qualsiasi esito fosse uscito dal “Dini-Salvalai” avrebbe obbligato l’Ars et Labor a vincere nel recupero infrasettimanale del “Raibosola” di Comacchio. Ora il cartello “vietato fallire” è ancor più illuminato.
Mercoledì sera - fischio d’inizio ore 20.30 - non sarà per nulla semplice piegare i lagunari rossoblù, forti di quattro risultati utili consecutivi (10 punti totali) con ben tre gare senza prendere gol. Comacchio in queste ore sta respirando l’aria delle grandissime occasioni e l’intento è quello di scrivere la storia dopo essersi giocati a testa alta i due impegni del “Mazza” di questa stagione: 0-0 nel girone di Coppa e 1-0 Ars et Labor, su calcio di rigore di Gaetani, nel successivo impegno di campionato. Insomma, i rossoblù approcceranno la nottata di inizio febbraio con tutto l’entusiasmo possibile con molto meno da perdere visti i miglioramenti di una classifica che andrà ancora consolidata per il mantenimento della categoria.
Sul fronte spallino, invece, la depressione calcistica del periodo sta colpendo un po’ tutti. Non si è ancora giunti alla rassegnazione totale - ci mancherebbe altro - ma i commenti generali post Nibbiano & Valditone sono traducibili in una vignetta da braccia larghe e priva di ogni espressione consolatoria. Il cambio in panchina tra Di Benedetto e Parlato si è tradotto in alcune mutazioni tattiche (vedi il 3-5-2 iniziale, con un revedibile Senigagliesi a tutta fascia), ma visto che non esistono bacchette magiche si sono palesate una volta in più le carenze della rosa. L’Ars et Labor ha fatto troppo poco per poter avere la meglio di un avversario solido e consapevole come il Nibbiano. Accontentarsi di una discreta ora di gioco, pur senza mai impensierire per davvero il portiere avversario, e di aver portato il punteggio a ridosso dei supplementari non può bastare. A oggi non si sta riscrivendo la storia (citando la prima coreografia stagione della curva), ma si stanno regalando sorrisi un po’ ovunque in regione. A oggi la continuità di risultati che potrebbero agevolare la rimonta sembra essere utopia allo stato puro. Lo stato d’immobilismo sul mercato va quindi affrontato il prima possibile. Perché a oggi, salutata l’opzione “B” della Coppa, gli unici punti di speranza per salire in Serie D e dover affrontare la lunga e impraticabile lotteria degli spareggi, sono dati dalle 13 partite residue in calendario che mettono ancora in palio 39 tasselli. Vero, c’è ancora lo scontro diretto casalingo contro un Mezzolara che è in totale fiducia e merita il suo primato, ma non basta più vincere quella partita, anzi. Comacchio è l’ennesima fermata di una stagione drammaticamente complicata.