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Ars et Labor, togliersi la spocchia e non la medaglia. Siamo in Eccellenza, basta snobismo

Francesco Dondi
Ars et Labor, togliersi la spocchia e non la medaglia. Siamo in Eccellenza, basta snobismo

Un momento di riflessione dopo la sconfitta a Correggio

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Ferrara A volte le foto valgono più di mille parole e Prezzabile con la medaglia in mano invece che al collo racconta l’atteggiamento che l’Ars et Labor continua ad avere. Comprensibile il rammarico per aver perso una finale, ma inaccettabile tradire i valori dello sport dove a volte si perde. Questo si aggiunge alla ormai classica abitudine di criticare i campi di gioco, i famosi campi di patate di cui l’Eccellenza emiliana – sottolineiamolo bene, emiliana, visto che in tanti di coloro che siedono in via Copparo non conoscevano le caratteristiche di certe categorie locali – è piena nel periodo invernale.

Basta alibi, basta lamentele, basta spocchia. L’Ars et Labor smetta di credere di giocare al torneo della Salsiccia, dove tutto ti è dovuto perché una volta eri in serie A o rappresenti una città che fa provincia. Faccia un bagno di umiltà e se davvero si crede più forte degli altri lo dimostri sul terreno di gioco sia esso il biliardo del Mazza o il pantano di Fratta o il gibboso di Correggio. Poi, dopo essersi spogliati di quell’aria snob, si facciano scelte adeguate, si mettano da parte i consulenti che finora non hanno preso una chiamata e si individui davvero qualcuno che ti fa vincere le partite: i bomber.

Piccioni è già bruciato dopo alcune mediocri prestazioni, Moretti non segna da tempo immemorabile e allora se Parlato lo vorrà è necessario dargli ciò che desidera, spendendo soldi anche a costo di stravolgere un gruppo che ha dimostrato di avere sì e no 13 giocatori adeguati (ma non vincenti) alla categoria. Questa società non gode di simpatia e non ha mai fatto nulla per meritarsela, ma c’è solo una cosa che conta: vincere e andare in Serie D. Si inizi a giocare con orgoglio, agonismo, animo. La presunzione è nel Dna del gruppo spallino, a volte non è un male se aumenta l’autostima e semplifica il percorso, ma finora è andato tutto diversamente.