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La giornalista ferrarese Federica Lodi alla terza Olimpiade: «Sempre un’emozione»

Sergio Armanino
La giornalista ferrarese Federica Lodi alla terza Olimpiade: «Sempre un’emozione»

L’inviata di Sky Sport seguirà i Giochi invernali da Casa Italia a Livigno. «Non vedo l’ora di incontrare lo snowboarder Roland Fischnaller»

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Ferrara È l’indiscussa regina ferrarese dei giornalisti olimpici. E, come a scalare i gradini di un podio a cinque cerchi, arriva a salire su quello della medaglia più preziosa. È la collega top Federica Lodi, ferrarese doc e volto arcinoto di Sky Sport, che ieri abbiamo intercettato nel bel mezzo degli ultimi preparativi prima della partenza per le Alpi, località Livigno, poco più di 1.800 metri sul livello del mare: vien freddo solo a pensarci in questi giorni d’inverno. Ad attendere la “nostra” Federica un’altra esperienza di un livello assoluto: sì, perché se per un atleta arrivare a competere alle Olimpiadi è la massima aspirazione della carriera, per un giornalista è una gran bella soddisfazione poter varcare quell’ideale porta ed entrare nel mondo dello sport al massimo livello. Sky Sport, naturalmente, ha schierato tutto il meglio per la copertura dell’evento, fra giornalisti e commentatori.

Federica, Olimpiade numero tre per te.

«Londra, Parigi e ora Milano Cortina, la prima invernale e si cambia genere, ma io non tanto, perché vado a Casa Italia, che è sempre stata la mia casa delle Olimpiadi. In verità, ce ne saranno tre: una alla triennale di Milano, una a Cortina d’Ampezzo e una a Livigno, appunto dove sarò io».

Quali emozioni della vigilia stai vivendo?

«Sicuramente prima di un’Olimpiade c’è sempre grande emozione, preoccupazione, è un lavoro molto particolare, appunto emozionante sì. Bisogna essere preparati, studiare, essere all’altezza. Ho ancora negli occhi quello che ho visto a Parigi l’estate del 2024 ed è stato bellissimo: a Casa Italia ho avuto l’opportunità d’intervistare tutti gli italiani medagliati ed è stata un’emozione forte, che spero di riviverle. C’è un po’ di preoccupazione, anche per il freddo che ci sarà...».

Dunque, a Casa Italia per le interviste anche alle Olimpiadi invernali?

 «Interviste, sì, ma anche il racconto dei particolari, con occhi diversi, con grandi firme a commentare, poi le curiosità, gli aspetti divertenti, i dettagli, incontrando personaggi e raccontando particolari sugli sport, sì diffusi, ma magari non così tanto conosciuti da tutti».

Un atleta nome che speri d’intervistare?

«Non vedo l’ora di incontrare Roland Fischnaller, uno snowboarder di 45 anni alla sua settima olimpiade, che gareggia con ragazzi che potrebbero essere i suoi figli e compete con loro: è una leggenda degli sport invernali. Se penso che ha un anno più di me e io sono alla terza Olimpiade da giornalista, lui alla settima da snowboarder di livello assoluto... Spero d’incrociarlo».

Facciamo un passo indietro. Cosa c’è dietro la tua partenza per Livigno?

«Da più di un anno seguo tutti gli eventi e le conferenze a Milano. Si è formato un gruppo fra giornalisti e le persone che sono dietro le quinte, che hanno fatto un lavoro immenso da tanto tempo. Si creano rapporti di lavoro, ma anche amicizie nuove con ottimi professionisti. Poi, c’è tanto studio: com’è noto, a Sky Sport mi occupo di calcio inglese e lavoro in redazione. Ho studiato tanto in questi ultimi mesi, da quando mi hanno coinvolta nel progetto e ancor di più quando mi hanno ufficializzato la destinazione. È sempre così, come in un qualsiasi altro progetto, ma questa è un’Olimpiade, quindi è tutto amplificato. Bisogna essere olimpici anche dall’altra parte della telecamera, del microfono, della scrivania...».

Quindi, hai vissuto anche l’avvicinamento all’evento.

«Tanto e si percepisce un’atmosfera diversa qui a Milano. Lunedì, quando è venuto il presidente della Repubblica, che ha salutato i volontari ed è entrato alla Scala, è stato d’impatto ed è stato wow, come ha detto il presidente del Coni Bonfiglio iniziando il suo discorso. Ieri (giovedì 6 febbraio, ndr) Mattarella è stato al Villaggio Olimpico (ci abito dietro, sono andata a vedermelo mille volte mentre nasceva e diventava vivo come edificio e lo resterà, perché diventerà uno studentato). Ho visto il presidente entrare, pranzare con Arianna Fontana, che sarà portabandiera a Milano con Federico Pellegrino, e... insomma, mi sono persino commossa. Una parte della cerimonia inaugurale sarà anche a Livigno e ci sarò: non vedo l’ora».

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