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Verso Ars et Labor-Castenaso, gli avversari: «Non partiamo battuti»

Alessio Duatti
Verso Ars et Labor-Castenaso, gli avversari: «Non partiamo battuti»

Il capitano del Castenaso fa il punto a 360º alla vigilia della sfida al “Mazza”

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Ferrara Scenderà in campo già conscia del risultato che uscirà dall’anticipo di oggi fra Mezzolara e Medicina, l’Ars et Labor. Situazione che potrà generare maggiori pressione, ma anche un’eventuale occasione di ricucita. Il focus ferrarese, però, va esclusivamente tenuto sul Castenaso.

Avversario ostico, che nel match d’andata (vinto agevolmente dai biancazzurri per 0-3) non aveva espresso al meglio il proprio valore. I bolognesi di mister Fabio Rizzo sono una di quelle realtà consolidate in categoria e l’attualità dice che la rincorsa alla (trafficata) zona playoff è una possibilità concreta. Lo dicono i 30 punti attuali, a braccetto con il Russi, ma lo dice anche la grande capacità di andare a segno (31 gol fatti, Boschi e Mura le migliori firme). Gli amaranto, tuttavia, mostrano importanti lacune difensive, che generano conseguenti obblighi al reparto offensivo biancazzurro: i 32 centri al passivo rappresentano il peggior score delle prime 10 della classifica. Il recente 2-0 al Pietracuta, unito ai due punticini raccolti nei turni precedenti, sembrerebbero aver scacciato definitivamente il periodo nero che il Castenaso aveva vissuto tra il finale del girone d’andata e l’apertura del ritorno (si ricorda il pirotecnico ko patito per 5-4 a Comacchio).

Uno dei giocatori di maggior spessore, nonché di carisma, presenza ed esperienza della compagine bolognese è Gianmarco Canova. Capitano (classe 1991), con trascorsi giovanili al Ravenna e alla Sampdoria, prima di militare per anni nelle categorie emiliane (tra le varie, Bentivoglio, Real San Lazzaro e Fossatone).

Canova, le sensazioni per l’avvicinamento a questo big match.

«Beh, sono belle forti. È normale che sia così, perché quello del “Mazza” è l’appuntamento che tutti aspettano da inizio stagione. Pensare di poter giocare in uno stadio del genere, davanti a una cornice di pubblico simile, è clamoroso. Ovviamente non ci basta, proveremo a far tutto per vincere la partita».

Ricordi e insegnamenti tratti dal ko dell’andata?

«Ricordo un’Ars et Labor molto forte. Dopo averci giocato contro, in quel momento, pensavo che potessero prendere il largo in classifica. Li avevo visti molto bene, anche con una rosa lunga, visto che dalla panchina tutti avevano impattato. L’unico insegnamento, che però vale sempre quando giochi contro una big, è dover essere perfetti in tutto e, si spera, anche un po’ fortunati».

Il campionato del Castenaso visto da fuori è parso molto altalenante: visto da dentro?

«Sì, direi una montagna russa a tutti gli effetti. Eravamo partiti con un determinato obiettivo, poi nel periodo natalizio abbiamo commesso tanti errori e adesso ci troviamo nelle sabbie mobili di mezzo di una classifica corta. Le ultime uscite sono andate meglio, quindi la speranza è che si sia trovata la strada giusta. Gioco in Eccellenza da 14 anni e non ricordo un campionato così equilibrato. Tutte le squadre sono organizzate, preparate, ci sono giocatori buoni e anche gli allenatori studiano un sacco attraverso le nuove metodologie».

A oggi, Mezzolara favorito?

«Li conosco bene, avendo giocato anche lì. Stanno benissimo, pensavo facessero un campionato per impensierire l’Ars, ma arrivando secondi, come un po’ anche loro. Al momento, però, si meritano questo primato e questa mini fuga. Non prendono gol, sono solidi, si trovano in fiducia anche grazie alla difficoltà dell’Ars e un eventuale successo finale varrebbe il doppio. Vincerà chi sbaglierà meno, soprattutto quando i punti primaverili peseranno il doppio».

Un commento sull’Ars di oggi che siete in procinto di affrontare?

«Il giocatore più forte è Senigagliesi e ora, giocando a tutta fascia, speriamo sia un po’ limitato. Loro dovranno vincere per forza, quindi sappiamo che sarà dura, al di là dei moduli. Noi stiamo cercando solidità e proveremo a fare il meglio in questo senso».

Il messaggio del capitano al gruppo Castenaso?

«Non farò troppi discorsi, io sono uno che ride e scherza fino a che non inizia la partita. Sarà una bella emozione e spero che i giovani se la godano e non la patiscano nelle battute iniziali. Sanno fare le loro cose. Se poi capiterà l’impresa, li porterò fuori a cena». 

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