Malivojevic, dove sei finito? Da intoccabile dell’Ars et Labor a comparsa
Il centrocampista è tra i pochi vincenti in Eccellenza ed esperti della categoria, ma ora è finito ai margini
Ferrara Il nome di Milos Malivojevic è soltanto una delle tante contraddizioni che si stanno palesando in questa negativa stagione dell’Ars et Labor. Da vincente, riconosciuto all’unanimità dentro la specifica categoria dell’Eccellenza emiliano romagnola, a oggetto misterioso del momento quasi finito nel dimenticatoio. Una parabola strana, insolita e di certo inattesa.
Andata sufficiente…
Il fantasista italo-serbo viene sostanzialmente usato col contagocce e soltanto qualche scampolo di partita nel recente periodo ci permette di ricordare che Milos fa ancora parte della rosa biancazzurra. Eppure il girone d’andata del classe 1993 era stato più che sufficiente. Tre marcature, svariati assist, buone connessioni con tutti i compagni di squadra: su tutti quel Senigagliesi, anch’egli oggi dentro a una fase di vistoso calo. Casualità, o forse no.
Sta di fatto che Malivojevic fino alle feste natalizie era stato uno di quei (pochi) fari capaci d’illuminare le principali fasi del corso targato Di Benedetto. L’Ars et Labor spesso e volentieri si è aggrappata alle sue giocate, portate con tecnica, personalità e duttilità in più zone del campo. Come mezzala, come esterno alto nel tridente (mancino, con compito di rientro) e poi come trequartista.
…poi il calo
L’inizio del nuovo anno ha miscelato le difficoltà della squadra con quelle dello stesso Malivojevic. In queste prime 8 uscite del 2026 il ragazzo di Scandiano non è mai riuscito ad accendersi e il suo utilizzo è andato sempre più in calando. L’arrivo in panchina di Carmine Parlato e la scelta del nuovo modulo (3-4-1-2) ha sostanzialmente relegato Milos in panchina: in questo sistema di gioco lui e Cozzari non possono coesistere poiché la trequarti va vista come una poltrona per due. Forse sarebbe il caso di rivedere lo scacchiere, che oltre al centrocampista italo-serbo ha penalizzato anche altri due pezzi pregiati come Senigagliesi e Carbonaro.
Malivojevic, che nella scorsa stagione aveva chiuso con ben 8 marcature (e svariati assist) alla Vianese, tra gennaio e questa prima metà di febbraio non ha mai giocato una partita per intero. Un’oretta contro la Fratta Terme (con gol mangiato) e col Santarcangelo prima di essere sostituito. Qualche minuto in più col Massa Lombarda, mentre col Medicina Fossatone si è visto in campo dal 7’ della ripresa per lo spento Barazzetta. Gli zero minuti nella serata di Comacchio e poco meno di mezzora col Castenaso sono la fotografia più riassuntiva del momento no. E per completezza va ricordata anche la Coppa. A Brescello, dove era atteso un po’ da tutti i nostalgici del girone A, è entrato al 65’ (realizzando poi il primo rigore della serie), mentre sempre in territorio amico – a Correggio – durante la finale col Nibbiano è stato schierato solo nell’ultimo quarto d’ora. Il quadro del periodo è chiaro. Serve una svolta. Per Milos e per l’Ars et Labor.
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