Verso Ars et Labor-Osteria Grande, gli avversari: "Veniamo al Mazza per far punti"
La sfida di capitan Landi: «L’Ars et Labor paga il peso dell’obiettivo»
Ferrara Il momento dell’Ars et Labor è talmente negativo che anche le matricole del girone B un pensierino all’impresa, sotto sotto, lo stanno facendo. Ebbene sì, nella prossima domenica del “Paolo Mazza” la piccola Osteria vorrebbe farsi... Grande. La compagine bolognese, letteralmente schiantata (0-4) nel match d’andata, nel miglior periodo stagionale biancazzurro, arriverà a Ferrara affamata di punti salvezza in un momento del campionato che possiamo definire cruciale. Il margine di distacco dalla retrocessione diretta è abbastanza buono (9 le lunghezze dal Solarolo penultimo) per gli uomini di mister Vito Melotti, che tuttavia gravitano nel trafficato mare del playout e non possono certo chiamarsi tranquilli. Fin qui sono stati 26 i punti conquistati dall’Osteria (6 vinte, 8 pari, 10 ko), che tra le squadre di bassa classifica se la cava bene in termini di gol subiti (28, attorniata da over 30), ma fa una fatica tremenda a realizzare (gli attuali 18 centri all’attivo rappresentano il secondo peggior dato del girone). Il cammino d’inizio 2026 non è stato continuo per i prossimi avversari dell’Ars, ma diversi punti per la causa sono saltati fuori: 3 vinte, due pareggiate, per gli stessi 11 punti raccolti dalla squadra di mister Parlato. Uno dei fari del gruppo bolognese è Andrea Landi. Centrocampista classe 1994, nativo proprio di Osteria Grande e con la maglia del club cucita addosso da sempre. Da non confondere con l’omonimo bolognese (nato nel 1992), che militò in maglia Spal tra il 2012 e il 2024. Con il capitano dei prossimi avversari, abbiamo fatto due chiacchiere con vista match di domenica al “Mazza” per l’8ª di ritorno.
Landi, come procede l’avvicinamento al match di Ferrara?
«Parto col dire che anche per noi questi non sono giorni uguali agli altri. Osteria Grande ha una storia di 44 anni nel calcio dilettantistico bolognese e venire a giocare al “Paolo Mazza” significa aver raggiunto il massimo palcoscenico della propria storia. Questo ci emoziona, ma stiamo pensando anche alla partita, perché non verremo in gita. A noi servono dei punti, se poi ne portassimo a casa anche solo uno, sarebbe comunque ottimo. All’andata abbiamo visto tutta la forza dell’Ars et Labor e ci siamo scottati un bel po’: hanno giocatori fuori categoria, anche se oggi la classifica sta dicendo altro».
La corsa biancazzurra per il primato è compromessa a -10 dal Mezzolara?
«Dopo l’andata pensavo a una vittoria facile del campionato da parte loro, erano stati totali nella partita. Oggi il Mezzolara sta dimostrando più solidità. Li seguo molto, perché Cavini, che lo scorso anno era da noi, è andato là. È una squadra esperta, lo scorso anno da favoriti non ha vinto, mentre quest’anno senza pressioni primarie sta giocando senza tensioni e vola. L’Ars et Labor, al contrario, secondo me ha pagato proprio questo. Poi, l’ambiente si complica quando le cose vanno male e stiamo parlando di un gruppo nuovo, che evidentemente necessita di tempo. Negli spogliatoi serve del vissuto, servono dei riferimenti, sennò è fatica aggrapparsi a qualcosa nei momenti di difficoltà».
Giudizio sull’annata dell’Osteria?
«È una stagione travagliata, abbiamo cambiato tre allenatori. Eravamo partiti con l’idea di fare un campionato più sereno rispetto al precedente, dove ci eravamo salvati con la classifica avulsa all’ultimo turno. Ora ci sentiamo una squadra agguerrita, con l’obiettivo fisso di mantenere la categoria. Salvarci direttamente sarebbe un miracolo, visto che abbiamo girato l’andata a 15, ma andrebbe bene anche tramite i playout».
Nella zona pericolo ci sono anche le altre ferraresi. Opinioni?
«Credo che il Sant’Agostino sia la più tranquilla, anche per l’esperienza della società nella categoria. Il Mesola a oggi sembra quasi spacciato, ma ha ancora occasioni per muovere la classifica, mentre la Comacchiese ha fatto un mercato importante, si è rafforzata ed è una squadra organizzata e chiara nelle proprie cose».
Tornando al prossimo match, a domenica manca sempre meno.
«Sì, noi stiamo facendo i nostri quattro allenamenti serali dalle 19 in poi, perché tutti lavoriamo e devo proprio dire che al lavoro non faccio altro che pensare alla partita di Ferrara. La testa è già a domenica, siamo sinceri. La posta in palio sarà alta per entrambe, ma c’è anche l’obiettivo sportivo incastonato in questa giornata da vivere col sorriso comunque andranno le cose».
Dire che Landi sia l’Osteria Grande, è un’esagerazione oppure è sintetizzare la realtà?
«È casa mia. Sono nato qui, ho fatto le prime giovanili prima di crescere all’Imolese. Ho giocato a Castel San Pietro prima del fallimento, un po’ a Lavezzola, poi da 10 anni sono tornato in questo club, che, per come affronta la quotidianità, si merita il meglio. Il “Mazza” sarà l’apice d’orgoglio della mia carriera calcistica, se si può chiamare tale. Con questa maglia ho giocato anche nei campi della Prima categoria privi d’erba e poter indossare la fascia di capitano a Ferrara sarà un ricordo per sempre».