Parlato prima di Ars et Labor – Osteria Grande: «Ci servono i tre punti»
Domenica alle 14.30 nuova sfida al Mazza. L’allenatore: «Settimana di lavoro fisico e tecnico-tattico»
Ferrara Domenica 22 febbraio alle 14.30 l'Ars et Labor affronterà, davanti ai propri tifosi, l'Osteria Grande, partita che all'andata ha mostrato una delle migliori versioni dei biancazzurri. Al tempo c'era un’Ars et Labor prima e nel pieno di una convincente striscia di vittorie, oggi la situazione è completamente capovolta. Tuttavia, mister Parlato non si fa intimorire, soprattutto perché bisogna ritrovare una vittoria che al Mazza manca da davvero troppo tempo.
Come è stata la settimana che ha accompagnato la squadra alla partita di domani?
«È stata una settimana di lavoro, sia fisico che tecnico-tattico. Abbiamo cercato di gestire qualche acciacco subito nella precedente partita e correggere quella che è la fase determinante ai fini del risultato: andare a finalizzare con più cattiveria, energia e trovando soluzioni diverse. Sappiamo che abbiamo bisogno solo ed esclusivamente dei tre punti, armiamoci e andiamo a combattere».
Oltre alla partita in sé, quanto è importante vincere per riportare al Mazza una vittoria che manca dal 2025?
«La strada è una, non ne esistono altre. Sappiamo di essere in ritardo sulla tabella di marcia. Come avevo detto, a livello di prestazione era giusto portare a casa il bottino pieno, ma non sempre la prestazione basta. Dobbiamo andarcela a prendere con grande energia, forza e convinzione».
Ci può fare un punto sui giocatori indisponibili o sulla via del recupero?
«Stoskovic nella scorsa partita è uscito per un problema alla caviglia, ma è sulla via del recupero, proprio come Barazzetta. Mi prendo queste ultime ore per decidere. Mambelli è recuperato, così come Ricci».
Quando è arrivato, Moretti ha fatto due gol in due partite da punta centrale, poi è stato fermo a causa infortunio e al suo ritorno ha giocato quasi sempre come spalla di Piccioni.
«Quando sono arrivato ho trovato due punte centrali: la prima partita di coppa ha giocato Moretti titolare, diverse altre le hanno fatte in coppia. Nelle ultime due partite sta giocando Gianmarco. È giusto che ci sia una prima scelta e avere continuità, oltre a dare l’opportunità agli altri a partita in corso. Abbiamo creato tantissimo sia con uno che con l’altro, il problema non è la punta centrale, è collettivo. Noi abbiamo messo davanti alla porta diversi giocatori, così come Gianmarco spesso si trova nella zona nevralgica pronto a finalizzare. Per me può giocare uno, l’altro, o tutte e due, basta che facciano il loro lavoro: finalizzare e permettere al gruppo di giocare in un certo modo. Tutti e due sono ragazzi molto disponibili».
Come si fa ad allenare la cattiveria della squadra? E soprattutto come si allena la psicologia di una squadra che vede l’avversario così lontano?
«Noi dobbiamo pensare a noi. Non dobbiamo sprecare energie vedendo quello che fanno gli altri prima di noi, è una spesa inutile. Se ti fai condizionare da questa cosa, il giorno dopo giochi con l’ansia di vincere per forza e può darsi che alla fine perdi. Può capitare anche il contrario: con l’avversario frena e si è portati a giocare subito per recuperare punti, ma anche lì c’è il rischio di cadere. Il succo del discorso è che dobbiamo pensare alla nostra partita, se portiamo i tre punti a casa abbiamo fatto il nostro. La cattiveria dipende dal carattere del calciatore. Ci sono tanti metodi per farla uscire, ma penso sia soprattutto un dono di Dio».
Piccioni sembrava molto isolato domenica, come pensa si possa migliorare l'occupazione dell’area?
«Stiamo provando strade diverse. Domenica scorsa, nei primi 45 minuti, abbiamo occupato poco l’area di rigore, ma nel secondo tempo è stato diverso, quando attaccavamo l’area eravamo minimo in quattro. Abbiamo lavorato sugli inserimenti dei centrocampisti in area di rigore. Anche col centrocampo a due, se il giocatore ha la qualità e la capacità di inserirsi, può farlo. Mazza è più gestore rispetto a Ricci, quest’ultimo ha caratteristiche diverse: ha qualità nell’inserimento e un discreto tiro da lontano».