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Spal, Ifis tra i creditori

Spal, Ifis tra i creditori

La banca ammessa allo stato passivo come chirografario. L’istituto verserà 700mila euro da destinare ai privilegiati

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Ferrara Sale di altri 3 milioni e 400mila euro la somma ammessa allo stato passivo per il crac della Spal srl di Joe Tacopina e Marcello Follano. Ieri è stata ammessa tra i creditori chirografari (quindi destinati a essere pagati dopo quelli privilegiati) anche la Banca Ifis, che inizialmente era stata esclusa dal curatore fallimentare Aristide Pincelli dal lungo elenco (200 tra persone fisiche, enti, aziende e società) di coloro che hanno presentato il conto all’ex bandiera biancazzurra.

Un via libera accompagnato da un accordo transattivo, che prevede, da parte dell’istituto bancario (gruppo che ha come mission il sostegno all’economia reale, attivo nella specialty finance), la concessione di 700mila euro destinati ai creditori privilegiati: dipendenti e calciatori innanzi tutto(circa 40), seguiti dai professionisti/artigiani e infine dall’Agenzia delle Entrate. Si chiude così il primo importante capitolo sulla definizione dello stato passivo della Spal, che ieri, con l’aggiunta dell’unica posizione ancora da definire, è arrivato a superare i 17 milioni di euro. Approvando di fatto - una volta perfezionata anche la posizione di Banca Ifis attraverso un accordo transattivo - il progetto di stato passivo proposto dal liquidatore Aristide Pincelli.

La pronuncia del giudice Mauro Pincelli è ora esecutiva; trascorsi i 30 giorni di tempo per eventuali opposizioni, i creditori privilegiati avranno accesso alle somme spettanti: i dipendenti potranno rivolgersi al Fondo di Garanzia Inps per il pagamento del Tfr e delle ultime tre mensilità, mentre il referente dei calciatori sarà la Lega, che farà fronte al versamento dei compensi svincolando parte delle fidejussioni. I giocatori potranno usufruire anche dell’equo indennizzo per la mancata iscrizione al campionato di Serie C, la prima, immediata e sportivamente dolorosa conseguenza del mancato versamento da parte della società della quota richiesta per partecipare al campionato della terza serie.

La partita sullo stato passivo, però, non può ancora dirsi conclusa. Resta da effettuare la disamina – che sarà affrontata in una prossima udienza ancora da fissare – delle domande tardive di ammissione allo stato passivo, una seconda “tornata” che vale tra i 2 milioni e mezzo e i tre milioni di euro. In coda un certo numero di creditori “di peso”, tra i quali in parte l’Inps (per una cifra attorno al milione di euro) e alcuni giocatori che si erano affidati al loro sindacato, tra cui anche nomi noti come quello di Eros Schiavon.

A fronte di eventuali, ulteriore ammissioni, il conto da presentare alla Spal per il suo fallimento potrebbe dunque lievitare ancora e superare il tetto dei 20 milioni. A cui aggiungere un terzo capitolo, quello che più sta a cuore ai tifosi biancazzurri: la vendita del marchio e degli altri gioielli di famiglia della defunta società. Il cui destino, come appare ormai quasi certo, sarà deciso all’asta