Cus Ferrara, 40 anni fa la finale con Padova: vinto il titolo di campioni italiani
Nello stesso 1986 Teresa Fregola debutta come arbitro: è la prima nella Fir
Ferrara Il 1986 per il rugby ferrarese è una data importante. Ad un campionato mediocre chiuso al quinto posto fa da contraltare il titolo di campione italiano universitario che in primavera il Cus Ferrara conquista a Salsomaggiore battendo in finale il Cus Padova per 22 a 19; in pratica un derby Padova-Rovigo, con tutte le rivalità del caso, in campo ed in panchina dove c’erano Monfeli e Doro Quaglio. Da una parte i patavini con parecchi di maglia petrarchina (Rossi, Parladori, Nardo, De Lissandri) , dall’altra il Ferrara con solo Cavaliere in campo dal primo minuto e Emilio Ricci e Sergio Severi in panchina, a rappresentare la Ferrara ovale. Gli altri sotto la maglia bianca con la zucca e le torri avevano quella rossoblu rodigina. E infatti durante il saluto a centrocampo i padovani fecero l’hurrà per il Cus Rovigo, a mo’di sfottò. Poi fu battaglia vera. Ma i riflettori per i festeggiamenti dei 40 anni, per cavalleria vengono lasciati ad una ragazza.
Nell’ottobre di quell’anno al Torneo Silvestrini - rassegna nazionale di minirugby ad organizzazione cussina - debutta come arbitro Teresa Fregola, la capostipite del rugby rosa ferrarese che gioca a Bologna assieme a Mirella Tonioli. Lei sarà il primo arbitro in gonnella nella Fir. Erano tempi pionieristici per la palla ovale che faceva breccia non solo nei cuori maschili. Anche fra le ragazze ci fu chi si appassionò a tal punto da vedere la vita privata sconvolta dal mondo ovale. Teresa Fregola è sicuramente una di quelle. Rugby giocato a Bologna nella Viro (poi Deltalat) assieme alle altre ferraresi Mirella Tonioli, Beatrice Bonadiman, Marina Contarini, Lucia Forini, Morena Bolognesi, Isabella Canale, (prima) e a Federica Guerzoni e Marika Cariani (poi). Per tutte la carriera finì in fretta, ma Teresa continuò arrivando alla nazionale con CT il ferrarese Andrea Fabbri, per un Mondiale in Galles nel 1991. Ad oggi il miglior mondiale delle Azzurre. Per lei la strada fu faticosa. Tesserino da allenatore nel 1983 (ed allena al Cus le Under 10, 12 e 15), educatrice di minirugby in tante scuole ferraresi. Diplomata in Educazione Fisica con una tesi sul valore educativo del mini-rugby premiata dalla Fir. Diviene prima donna arbitro qualche anno dopo, (dopo una settimana di Corso residenziale ad Orvieto), esami scritti e prova orale davanti al presidente nazionale degli arbitri e al gotha tecnico federale con nomi come Ascantini, Azzali, Faccioli, Zanesco, ma con che fatica in un mondo prettamente maschile all’epoca. Resta l’orgoglio di aver fatto parte di quel gruppo di irriducibili che si battevano in quegli anni in cui la Fir non ne voleva proprio sapere di donne.
Quelle irriducibili premiate nel 2013 dalla Federazione con il "Cap", segno destinato a chi ha rappresentato il proprio paese a livello internazionale. Figure importanti a livello regionale e locale come Mario Spotti, Presidente del comitato regionale Fir, Erio Salmi e Carlo Beccati (responsabili rispettivamente del Comitato Arbitri del Nord Est dell’Emilia Romagna e del Gruppo Arbitri di Ferrara), hanno sostenuto il ruolo di Teresa e implicitamente dato il via all’ingresso dei fischietti rosa. E a proposito di colore, all’epoca fu creata una maglia per gli arbitri del Comitato emiliano con due righe rosa in suo onore. Teresa, ex insegnante, ha la passione per il teatro e la recitazione, con spettacoli che porta in scena assieme all’altro docente ed ex rugbista Marcello Brondi. Uno di questi - dedicato alla guerra nel golfo - inizia con queste parole: "Una delle cose più importanti della mia vita, fin da quando ero ragazzina, è stato il rugby". Mai parole furono più veritiere.