Da Ferrara a Tokyo, Aouani da record: il primato italiano torna suo
Alla prima Major dell’anno arriva sesto in 2h 04’ 26”. È il miglior tempo nazionale, 7º in Europa e suo personal best
Ferrara Iliass Aouani ha trovato la città della magia e degli incanti: Tokyo. Nella capitale del Sol Levante (25 settembre 2025) ha vinto il bronzo mondiale, nella notte tra sabato e domenica scorsi il portacolori ferrarese ha invece colto il 6º posto nella Maratona corsa sempre nella metropoli giapponese (prima Major del 2026) e – soprattutto – s’è ripreso il record italiano: 2h04’26”. Un crono sontuoso, ottenuto 167 giorni dopo il podio mondiale e inserito nella top ten europea di tutti i tempi (7ª posizione in graduatoria, a 50” dal belga primatista continentale Bashir Abdi). E 58” in meno rispetto al precedente primato tricolore, che apparteneva al senese Yohanes Chiappinelli (2h05’24” a Valencia).
Aouani si rimette in tasca il record italiano, già suo per quasi un anno dal 2023 al 2024 (2h07’13” a Barcellona), nonché migliora anche il “personal best” (era 2h06’06”) che aveva fatto registrare sempre a Valencia nel 2024. E per la prima volta porta la maratona azzurra sotto le 2 ore e 5 minuti.
«Una grande prova, seppure condizionata da qualche crampo negli ultimi chilometri – esclama il suo coach Massimo Magnani –: ma davvero una bella soddisfazione. E non è finita qui». Eggià, perché il mirino adesso è puntato sugli Europei di Birmingham in agosto e il Mondiale di corsa su strada a Copenhagen a settembre. Di salto di qualità in salto di qualità…
«Finalmente un crono che mi dà il rispetto che merito – le parole di Iliass Aouani al telefono dal Giappone con agenzie e giornalisti della carta stampata –; avevo vinto medaglie, certo, ma non averle ancora affiancate a una prestazione cronometrica importante mi dava fastidio. Ora c’è e so che posso valere almeno 2h03’, però è un bene migliorare passo dopo passo. Purtroppo ho avuto problemi di crampi a entrambi i polpacci negli ultimi cinque chilometri: in particolare negli ultimi due era qualcosa “da panico”, credevo di cadere a terra. È un problemino che dovremo sistemare per il futuro. L’azione dei miei rivali al 37º chilometro è stata un po’ troppo costosa per me, ma in generale posso dire di aver gestito bene la gara. Tornare a Tokyo è stato bellissimo, ho sentito un “botto” di italiani sul percorso fare il tifo per me, oltre al mio coach Massimo Magnani e al mio manager Marcello Magnani. Rientrerò in Italia felice».
A Tokyo, in una giornata di splendido sole e fin troppo calda col termometro che sale dagli 11º della partenza (alle 9,10 locali, l’1,10 in Italia) ai 15º dell’arrivo, Iliass ha messo in scena una gara di profonda maturità. S’è corso sui larghi vialoni filanti, costeggiati da numerosissimo pubblico. Che lo incita: i giapponesi si ricordano di lui. Per il 30enne era la decima maratona in carriera, a quattro anni dal debutto nella Milano Marathon del 2022. Sulle strade di Tokyo – s’è detto – aveva già stupito nello scorso settembre con il terzo posto ai Mondiali, dopo aver conquistato in aprile il titolo europeo della maratona a Lovanio. Aouani ha viaggiato sempre nel gruppo di testa, in pieno controllo, con gli occhiali scuri e l’immancabile “durag” in testa.
Passaggio alla mezza maratona in 1h02’01”, ai 30 chilometri in 1h28’02”, mostrando un’apparente facilità d’azione nel drappello composto da nove maratoneti. È qui che comincia realmente il corpo a corpo. Il gruppo si assottiglia intorno al 36º chilometro e l’azzurro perde contatto dal quartetto al comando (Takele, Toroitich, Mutiso e l’altro keniano Daniel Mateiko), che imprime un cambio di passo severo (37° km in 2h48’). Aouani rimane per circa tre chilometri insieme all’etiope Muktar Edris, poi perde la sua scia e prosegue in solitaria, stringendo i denti nel tratto finale, ma con la forza di alzare le braccia per la felicità sul traguardo. La vittoria è per l’etiope Tadese Takele (2h03’37”) in un arrivo in volata sui keniani Geoffrey Toroitich (stesso tempo) e Alexander Mutiso (2h03’38”). Sesta piazza per il portacolori estense delle Fiamme Azzurre.
Tra oggi e domani il rientro a Ferrara, un po’ di riposo e poi sotto col lavoro al campo scuola “Giampaolo Lenzi”. C’è tanta altra strada da mettere sotto i piedi.
