L’Ars et Labor è squadra
Dopo la buona prestazione casalinga, la conferma a Russi. Ridotti in dieci i biancazzurri si sono compattati e aiutati
Ferrara La vittoria di domenica pesa molto più di quello che si potrebbe pensare: non tanto per i tre punti conquistati dall’Ars et Labor o per la classifica in sé (il Mezzolara ormai fa un campionato a parte ed è irraggiungibile), ma perché si è visto un gruppo di uomini essere veramente squadra e aiutarsi a vicenda. Per la seconda partita consecutiva i biancazzurri sono andati in vantaggio nella prima parte di gara, per poi mantenere il risultato fino al triplice fischio dell’arbitro. In questo caso, però, il bottino è stato portato a casa giocando più di un’ora con l’uomo in meno, a causa della seconda espulsione diretta stagionale di Giacomel.
Il primo cartellino rosso al portiere dell’Ars era arrivato in modo molto simile nella trasferta di Medicina, ma in quel caso l’errore costò la partita a tutta la squadra. Come spesso accade, sembrava fosse arrivata la beffa alla prima azione offensiva degli avversari, ma i biancazzurri hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo e contenuto in modo egregio le avanzate del Russi.
Forse, nell’azione incriminata c’è stato qualche errore di posizionamento da parte della retroguardia (che ha comunque poi disputato una gran partita) , ma per mister Parlato è una dinamica che si vede spesso in questi campi: «Non è che non siamo riusciti a mettere in fuorigioco Battiloro: in un campo del genere, sia noi che loro optavamo per rinviare le seconde palle direttamente sopra la linea difensiva. Sono situazioni in cui un giocatore deve valutare se uscire o no dalla linea. L’arbitro ha poi deciso per l’espulsione, noi ci prendiamo il rosso e anche i tre punti. I ragazzi devono sentirsi tutti titolari, ma nessuno indispensabile».
Probabilmente Dall’Ara poteva tenere meglio l’uomo, ma si tratta di un singolo errore in una partita dove il capitano, come sempre, ha anticipato e ringhiato su ogni calciatore vestito d’arancione che provasse ad avvicinarsi all’area estense. Il tutto affiancato da Casella, ormai considerato il partner ideale per l’ex Chievo.
Malivojevic ha dovuto sacrificarsi per permettere l’entrata di Luciani tra i pali ed è stata la scelta giusta, perché da quel momento in poi bisognava armarsi di corazza e scudo, mettendo via il fioretto.
Ha un po’ sorpreso l’assenza nell’undici titolare di Cozzari, a cui è stato preferito Ricci. L’esperto centrocampista ha comunque risposto con una buona prestazione, una delle sue: tanto lavoro sporco, di quello che non si vede ma si sente tremendamente in campo. In più, anche la gran palla messa sulla testa di Piccioni a fine primo tempo, che per poco non è valsa il 2-0 ospite.
In attacco, Piccioni continua a fare passi avanti per quel che riguarda il lavoro di squadra: sia per il miglioramento della sua forma fisica, sia perché i giocatori sembrano sempre più sapere cosa fare in caso. Quest’ultimo aspetto si è visto soprattutto contro l’Osteria Grande, ma anche nei pochi minuti in parità numerica del “Bucci”. Carbonaro fa quasi impressione per i chilometri macinati di partita in partita e domenica ha addirittura aumentato i giri del motore.
Tutto questo dovrà essere riproposto il prossimo weekend al “Mazza”, quando a Ferrara arriverà il Solarolo. La partita d’andata ha dato inizio al complicato periodo attraversato dall’Ars et Labor a fine 2025, complice anche il clamoroso rigore non fischiato a Senigagliesi. Volendo essere scaramantici, il ritorno degli allenamenti a porte aperte sembra aver portato bene ai biancazzurri. Infatti, anche questa settimana le sedute del martedì, mercoledì e giovedì saranno visibili al pubblico: apertura cancelli del “G.B. Fabbri” alle 14.30.
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