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Verso il big match

Ars et Labor – Mezzolara, gli avversari: «Portiamo il nostro credo»

Alessio Duatti
Ars et Labor – Mezzolara, gli avversari: «Portiamo il nostro credo»

Il direttore tecnico bolognese Calzolari: «Nessun calcolo, la partita darà una specie di sentenza alla stagione»

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Ferrara È un Mezzolara che arriverà al “Paolo Mazza” col petto in fuori, e non potrebbe esser diversamente visti i 7 punti di vantaggio che la forte compagine di Nicola Zecchi vanta sull’Ars et Labor. I bolognesi mantengono alta la fiducia rispetto all’obiettivo finale e verso l’imminente match di Ferrara nonostante l’ultimo grave passo falso compiuto contro l’Osteria Grande. In questi delicati giorni d’avvicinamento ai 90 minuti di corso Piave il Mezzolara ha optato per l’apertura dei microfoni esclusivamente allo staff dirigenziale. In società uno dei nomi di maggior spicco è senz’altro quello del direttore tecnico, Massimiliano “Max” Calzolari che da circa trent’anni vive quotidianamente la realtà budriese, per un paio di stagione anche come giocatore, prima della lunga parentesi dedicata alla parte tecnico-sportiva.

Calzolari, siamo nel cuore della settimana che ci sta portando dritti al grande appuntamento.

«Sono giorni di grandi emozioni. L’importanza della partita è nota e non vediamo l’ora di entrare in uno stadio in cui si respira un’aria stupenda e che ha ospitato fino a qualche anno fa la serie A. I sentimenti richiamano la classifica e la cornice. Sarà un appuntamento che avrà tanti risvolti per chi scenderà in campo e per gli sportivi che ci seguiranno».

Ancora una volta, alla vigilia dell’incontro con l’Ars et Labor, avete perso contro l’Osteria Grande. Eravate distratti?

«Francamente, dopo tanti anni di calcio, può essere che almeno nel pensiero d’approccio qualcuno abbia avuto un po’ di distrazione. Dico questo perché domenica scorsa abbiamo proprio sbagliato la prima parte del match e perché poi siamo stati molto propositivi e non ci è girata bene. Un po’ come all’andata, quando tutti gli episodi ci sono stati avversi su un campo molto difficoltoso».

Come avete reagito al nuovo aggiornamento delle distanze? Ora i punti che vi separano sono 7.

«La squadra si è ritrovata al campo martedì e c’è stata una chiacchierata molto tranquilla, senza particolari dettagli. Abbiamo semplicemente proiettato la nostra testa al prossimo appuntamento. È stato sottolineato il fatto che ogni gara va presa con la giusta intensità perché non ci si può permettere di partire col freno a mano tirato in un campionato del genere, contraddistinto da tanto equilibrio».

Il vostro percorso è meritevole di applausi ed è stato fin qui davvero perfetto. Ma quanto hanno influito, in positivo per voi dandovi fiducia, le contemporanee difficoltà dell’Ars et Labor?

«Credo che la lettura sia corretta. A inizio anno avevamo tanti dubbi e perplessità, sapendo di esserci trovati nel girone una squadra super competitiva come l’Ars. Abbiamo provato a fare il nostro e credo che il punto focale sia stato quello di risultare primi al giro di boa. Un vero e proprio spartiacque. Questo ci ha dato grande consapevolezza di poterci giocare davvero il campionato fino all’ultimo. Trovarci lì ci ha dato spinta e infatti abbiamo fatto una prima parte di ritorno al massimo».

Parliamo di scenari tradotti in possibili numeri alle 16.30 di domenica: 4-7-10 punti. Ci dice la sua?

«Senza troppi giri di parole, credo che la partita darà una specie di sentenza alla stagione. Noi ci arriviamo con 7 punti di vantaggio che sono tanti ma possono diventare pochi se a Ferrara non arriva un risultato positivo. Uscire indenni significherebbe molto. Il +4 sarebbe invece la riapertura dei giochi per il finale, dove si andrebbe incontro a un altro piccolo campionato dove conteranno molto l’atletismo, la freschezza e la lucidità. Ad ogni modo verremo a giocarcela senza alcun calcolo. I conti si faranno al triplice fischio».

Verosimilmente si giocherà davanti a 7mila spettatori.

«A Ferrara ci sono passione e amore per la maglia, credo che sarà una bella giornata di calcio. Noi proveremo a essere partecipi dando il meglio. Per i ragazzi e per lo staff sarà tutto molto emozionante. Cornici di pubblico in serie D, a Modena, Parma e Piacenza, il club le ha già vissute. Ma il “Mazza” un brivido lo farà scorrere a tutti noi. Io c’ero stato contro la Real Spal in serie D, ma oggi è tutto diverso».

Prevediamo una gara intensa e maschia come all’andata o lenta e tattica come di solito sono i big match italici?

«Il Mezzolara tendenzialmente mette sempre tante intensità dentro le partite. Non credo ci saranno calcoli tattici. Ci sarà il nostro credo, posto con grande umiltà e unito a una giusta organizzazione per affrontare una squadra forte come l’Ars. Entrambe cercheranno di trovare i punti deboli una dell’altra, ma mi aspetto gran ritmo».

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