Ferrara, la Spal torna sul tavolo di giunta: «Beni e marchi, il Comune che fa?»
Interrogazione del consigliere Nanni (Pd) in vista dell’asta fissata il 14 aprile
Ferrara Un’interpellanza, con richiesta di risposta scritta, depositata ieri: appena in tempo per ottenere lumi prima che la procedura d’incanto – fissata per il 14 aprile – abbia inizio. La complessa vicenda Spal torna ad affacciarsi in consiglio comunale e sul tavolo della giunta Fabbri, con la richiesta che arriva al sindaco e all’assessore competente, ossia quello allo sport Francesco Carità. L’iniziativa è del consigliere Davide Nanni, esponente del Partito democratico, «per sapere se il Comune di Ferrara prenderà parte all’asta giudiziale dei beni biancazzurri fissata per il 14 aprile p.v. con l’obiettivo minimo di acquisire il marchio “Spal Foundation” e la titolarità della Fondazione Spal, coerentemente a quanto indicato nel D.U.P. 2026-2028. Per sapere, inoltre, se il Comune di Ferrara intenda acquisire anche la titolarità del marchio “Stadio Paolo Mazza” essendo già proprietario dello storico immobile ed abbia interesse a partecipare – anche in concorso con soggetti terzi – alla trattativa privata di acquisto del marchio S.P.A.L., dando seguito alle rassicurazioni espresse in consiglio comunale dall’assessore Carità la scorsa estate».
Insomma, Nanni prova a far venire allo scoperto i governanti della città su un tema tanto caro a tifosi e non, perché la Spal, nel senso più ampio possibile, rappresenta un pezzo di storia della città e del calcio italiano, che mantiene l’affetto della gente anche fuori dai confini comunali e provinciali. E quel patrimonio ha rischiato e rischia ancora di finire in mani sbagliate: il fallimento della società di Tacopina e Follano paradossalmente diventa un’occasione per metterci una pezza e portare al riparo simboli di un passato, anche recente, glorioso. A proposito, lo stesso Nanni ieri ci anticipava un’altra iniziativa che assumerà a breve, ossia «chiedere che il Comune acquisisca anche i cimeli spallini, fra cui i trofei vinti nell’arco della storia ultracentenaria del club, per allestire un museo nei locali dello stadio».
Un percorso, quello annunciato nelle intenzioni dalla stessa giunta, nobile e condiviso anche dall’opposizione negli intenti, ma che richiede anche accortezza nell’essere intrapreso e portato avanti. Il passaggio, ad esempio, di acquisire la Fondazione spallina potrebbe proprio essere funzionale a passi successivi, tuttavia da compiere anche con tempestività. L’obiettivo di tutti è non arrivare all’asta, ma mettere al sicuro prima i “gioielli di famiglia”.
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