Moretti: «Il gol mi manca, ma conta di più che l’Ars et Labor vinca»
L’attaccante guarda alle prossime partite dopo la grande prova offerta nella vittoria contro il Mezzolara
Ferrara Ha dato un gran bel segnale di vita calcistica, Federico Moretti. Un po’ a sorpresa titolare contro il Mezzolara e autore di una prova encomiabile dal punto di vista caratteriale e assai preziosa a livello tecnico. Quando un attaccante è “da 7” in pagella pur senza segnare significa che i compiti sono stati svolti al meglio. Poi sì, le reti contano e lo stesso Moretti spera di incrementare il bottino da qui a fine stagione.
Lo score del classe 1994 è infatti ancora fermo a quelle due reti siglate più di un girone fa, proprio al suo arrivo di metà ottobre. L’infortunio all’adduttore, la forzata coesistenza con Piccioni e il periodo nero della squadra sono temi senz’altro rilevanti dentro la sua esperienza ferrarese. Ma sembrerebbe esserci ancora tempo a disposizione per ricercare nuove gioie.
Moretti, partiamo dalle emozioni che avete vissuto al triplice fischio di domenica.
«È anche per questi momenti che si sceglie di fare il calciatore. Bellissimo. A Ferrara l’amore dei tifosi è un qualcosa davvero di eccezionale. Magari qualcuno di noi ha già fatto campionati di rilievo e ha visto tifoserie calde ma non ci si abitua mai a certe cose. È stata una giornata magnifica».
Avete fatto la partita perfetta.
«Avevo pochi dubbi sul fatto che avremmo fatto bene. Sapevamo dell’importanza di questo snodo, venivamo da un paio di buone prestazioni dove si erano già viste tante belle cose, abbiamo approcciato bene il match e siamo andati lisci a parte il gol subito. Il Mezzolara è una buona squadra e solo così avremmo potuto batterli. In settimana ci eravamo allenati bene, la partita è stata solo il culmine del lavoro».
Avete recuperato 6 punti in due turni, riaprendo il campionato.
«Noi onestamente puntavamo a recuperare qualcosina prima dello scontro diretto e l’occasione si è palesata. Mi sento però di dire che non abbiamo ancora fatto nulla, dobbiamo solo continuare a macinare punti perché loro restano avanti e quattro lunghezze non sono poche. L’unica nostra strada è quella di vincere le ultime sei, arrivando a dieci vittorie filate. Sono convinto sia possibile perché le qualità le abbiamo. Poi sappiamo che non dipendiamo solo da noi».
Ma perché solo adesso stiamo vedendo quest’Ars et Labor?
«Domanda molto difficile alla quale non riesco a dare una spiegazione completa. La qualità non è mai mancata, penso purtroppo sia stato un qualcosa di mentale a frenarci. Il peccato è che in tante occasioni, per un motivo o per l’altro, non abbiamo dimostrato ciò che siamo e questo fa male. Tuttavia dobbiamo guardare avanti».
Cosa le ha chiesto il mister domenica scorsa?
«La formazione ci viene detta il giorno stesso, tutti devono sempre essere pronti. Prezzabile è un esempio, in tal senso perché ha la capacità d’incidere entrando dalla panchina. Parlato mi ha semplicemente chiesto di dare una mano, mettendo a disposizione le mie caratteristiche che potevano dar fastidio agli avversari».
Ci spiega la sua stagione difficile e al di sotto delle aspettative?
«Nel calcio capitano anche questi momenti. Ho iniziato col botto poi mi sono fatto male e ci ho messo tanto a riprendere la condizione. Mi sono adattato facendo vari ruoli ma quello non è mai stato un problema perché già in passato mi era capitato. Ora sto bene e proverò a dare una mano».
Il gol quanto le manca?
«Molto, sono sincero. Però se dovessi ripensare all’ultima partita firmerei per farne altre sei così senza segnare rispetto che ritrovare la rete e non vincere come squadra. Naturalmente sarei contento di sbloccarmi, ma oggi conta proprio il resto».
Occhi ben aperti in vista del Pietracuta?
«Partita insidiosa, abbiamo già perso all’andata. Siamo qui, concentrati per prepararla al meglio. Non abbiamo ancora fatto nulla e non dobbiamo montarci la testa per aver battuto la prima. Dobbiamo ancora recuperare terreno».
Un fioretto in caso di “remuntada” completata?
«Farei qualsiasi cosa. Questo gruppo lo meriterebbe, assieme alla gente che ci segue con passione e soffre con noi da inizio anno».
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